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Teramo

Roseto, studenti stranieri ammassati in hotel: “denunciamo queste situazioni da anni, ora lo scrive anche l’Espresso”

Roseto. “Un’inchiesta dell’Espresso racconta quello che a Roseto sappiamo da tempo per quello che riguarda l’accoglienza. In questo caso si tratta di diversi studenti stranieri iscritti all’Università di Teramo, tanti dei quali già truffati nei loro Paesi da agenzie che promettevano visto, alloggio e borsa di studio in cambio di migliaia di euro, finiscono di fatto scaricati sulla nostra città in un noto hotel, l’ennesimo caso di un fenomeno che come Fratelli d’Italia monitoriamo e denunciamo da oltre un decennio, a partire dal Residence Felicioni.

Anche qui camere di dieci metri quadri, un fornello da campeggio, coppie di ragazzi che pagano anche 600 euro al mese in contanti per dormire in due nello stesso letto… Altro che accoglienza universitaria!

“La nostra prima denuncia a questo sistema marcio è del 2015», dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, Francesco Di Giuseppe. “Prima il Felicioni, passato da struttura turistica a centro di accoglienza permanente, arrivato a 320 presenze, con il rischio sempre più concreto di un ghetto sul lungomare che noi segnalavamo e il Comune fingeva di non vedere. Adesso lo stesso copione si ripete con gli studenti universitari: prima vittime delle agenzie disoneste nei loro Paesi, poi di chi qui li sistema in condizioni indecorose”.

L’amministrazione Nugnes, anche stavolta, non risulta aver detto una parola se non dare degli “allarmisti” quando lo denunciammo qualche mese fa in consiglio comunale. Eppure il fenomeno non nasce oggi: da anni chiediamo controlli seri sulle strutture ricettive che di fatto si sono trasformate in centri di accoglienza informali, senza convenzioni chiare, senza verifiche, senza che il Comune si assuma la responsabilità di sapere chi vive sul proprio territorio e come.

Fratelli d’Italia chiede all’amministrazione comunale di dire con chiarezza se era al corrente della presenza di questi studenti, quali controlli sono stati fatti nell’hotel, e se intende finalmente confrontarsi con l’Università di Teramo invece di scoprire tutto dai giornali.

“Continueremo a fare quello che facciamo da sempre: denunciare con i fatti, anche quando ci veniva detto che esageravamo”, conclude Di Giuseppe.

 

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