Brandimarte (Uniti per Torricella): “Paese meritava più progetti per valorizzarlo”
Il pensiero del consigliere

“Accolgo con favore ogni finanziamento destinato al nostro Comune e ogni opera pubblica che contribuirà a migliorare infrastrutture e servizi. Sarebbe però un errore trasformare questi interventi in un’autocelebrazione politica, come se bastassero a certificare il successo di diciassette anni di amministrazione. Le opere pubbliche sono un dovere di chi governa, non il punto di arrivo di una visione amministrativa”.
A dirlo il consigliere di opposizione di Torricella Sicura, Iwan Brandimarte.
“Dopo quasi due decenni alla guida del Comune, è legittimo chiedersi quale sia il progetto di sviluppo lasciato in eredità a Torricella Sicura. A mio avviso, la risposta è sotto gli occhi di tutti: borghi sempre più fragili, giovani che continuano a partire, attività economiche che faticano a resistere e un territorio che non è riuscito a esprimere tutto il proprio potenziale. Le nostre frazioni sono un patrimonio straordinario dal punto di vista storico, paesaggistico e culturale. Eppure, anziché diventare il motore di un rilancio turistico ed economico, hanno progressivamente perso centralità. Ritengo che anche le scelte amministrative adottate negli anni abbiano contribuito a concentrare servizi e opportunità nel capoluogo, lasciando i borghi sempre più ai margini. È certamente positivo rifare strade, piazze e infrastrutture. Ma una strada nuova, da sola, non crea un posto di lavoro. Un marciapiede rifatto non riapre un’attività commerciale. Un muro restaurato non convince un giovane a restare nel proprio paese”.
Negli ultimi anni “il Comune ha avuto a disposizione risorse straordinarie provenienti dalla ricostruzione post-sisma e dal PNRR. Mi sarei aspettato che, accanto alle opere pubbliche, venissero costruiti progetti capaci di attrarre investimenti, valorizzare il turismo, sostenere le imprese locali e creare occupazione stabile. È questa, a mio giudizio, la vera occasione che è mancata. A fronte di una pressione fiscale che considero particolarmente elevata, i cittadini hanno il diritto di chiedere non soltanto dove siano stati spesi i fondi, ma soprattutto quale futuro abbiano contribuito a costruire. Mi auguro che tutti gli interventi vengano completati entro la fine del mandato. Ma il rischio è che, al termine di questa lunga stagione amministrativa, restino infrastrutture certamente migliori, ma un territorio ancora privo di una strategia di sviluppo, con borghi sempre più vuoti e giovani costretti a cercare altrove le opportunità che qui non hanno trovato”.



