
Fossacesia. “L’ennesimo episodio di violenza avvenuto negli ultimi giorni a Grumo Nevano, dove un giovane di appena 18 anni ha aggredito brutalmente un uomo di 70 anni, non può essere liquidato come un fatto di cronaca. È il segnale di un disagio che attraversa il Paese e che riguarda tutti noi”.
Lo afferma il Sindaco di Fossacesia e Presidente della Commissione Nazionale ANCI Inclusione e Famiglia, Enrico Di Giuseppantonio, intervenendo sul crescente fenomeno della violenza giovanile che, da Nord a Sud dell’Italia, continua a registrare episodi sempre più gravi.
“Quello di Grumo Nevano è solo l’ultimo caso. Anche nella nostra regione abbiamo assistito, negli ultimi mesi, a risse, aggressioni, episodi di bullismo e baby gang che coinvolgono ragazzi sempre più giovani. È un fenomeno che interessa ogni parte d’Italia e che racconta una crisi educativa e sociale che non possiamo più sottovalutare”.
Secondo il Sindaco Di Giuseppantonio la risposta dello Stato deve essere ferma sul piano della legalità.
«Chi commette reati deve essere perseguito e la certezza della pena rappresenta un principio fondamentale. Ma sarebbe un errore pensare che basti il Codice Penale. Se interveniamo soltanto dopo che il reato è stato commesso, avremo già perso la sfida più importante: quella della prevenzione”.
Il primo cittadino richiama quindi la responsabilità delle istituzioni, delle famiglie e dell’intera comunità educante.
“I Comuni sono il primo presidio dello Stato. Conosciamo i quartieri, le periferie, le piazze, i luoghi di aggregazione e le fragilità delle nostre comunità. È lì che dobbiamo essere presenti, intercettando il disagio prima che si trasformi in violenza, devianza, dipendenza o criminalità”.
Nel suo intervento Di Giuseppantonio ricorda anche Don Antonio Mazzi, scomparso nei giorniscorsi, figura simbolo dell’impegno educativo verso le nuove generazioni.
“La scomparsa di Don Antonio Mazzi, che sono grato di averlo conosciuto, ci lascia un’eredità straordinaria. Con Exodus ha dimostrato che nessun giovane è irrecuperabile se incontra qualcuno disposto ad ascoltarlo, accompagnarlo e credere in lui. Ha dedicato la vita ai ragazzi più fragili, combattendo la droga, le dipendenze e l’emarginazione non con slogan, ma con la presenza quotidiana. Il modo migliore per ricordarlo è continuare quella battaglia educativa”.
Il Sindaco richiama anche la propria esperienza personale.
«Il mio primo incarico amministrativo, quando ero giovanissimo, fu quello di Assessore alle Politiche Giovanili della Provincia. È stata un’esperienza che mi ha consentito di confrontarmi quotidianamente con i ragazzi, parlando apertamente di droga, dipendenze, legalità, scuola, lavoro, futuro, emarginazione. Erano anni in cui la politica e le istituzioni investivano molto nell’inclusione, nella partecipazione, nella cultura e nello sport come strumenti di prevenzione. Quel rapporto diretto con i giovani oggi va recuperato”.
Da qui l’appello a una nuova stagione di protagonismo educativo.
«Oggi, come Sindaco di Fossacesia e come Presidente della Commissione Nazionale ANCI Inclusione e Famiglia, credo che serva una grande alleanza tra famiglie, scuola, istituzioni, associazioni, parrocchie e mondo dello sport. Dobbiamo restituire ai giovani spazi di ascolto, responsabilità e partecipazione, offrendo opportunità concrete e allontanandoli dalle dipendenze e da ogni forma di violenza”.
Infine il richiamo al valore della politica come servizio.
«Ho iniziato il mio impegno politico a sedici anni in un movimento giovanile. La politica era vissuta come una straordinaria occasione di crescita personale e collettiva, un luogo di confronto e di costruzione del bene comune. Dobbiamo far riscoprire ai ragazzi quella passione civile. Come insegnava Giorgio La Pira, la politica è un grande atto di servizio alla persona e alla comunità”.
«Non possiamo limitarci a commentare ogni nuovo episodio di cronaca. È il momento di costruire una grande alleanza educativa nazionale. Servono più ascolto, più presenza e più coraggio. Le istituzioni devono tornare ad abitare i luoghi dei giovani, perché prevenire significa salvare una vita, proteggere una comunità e offrire a un ragazzo la possibilità di scegliere un futuro diverso. Questa è la sfida che dobbiamo vincere insieme, famiglia, società, Istituzioni, politica, associazioni”.



