
Il consiglio comunale ha approvato oggi con 18 voti favorevoli (la maggioranza presente) il Piano economico finanziario della Tari che prevede una riduzione dell’1% della tariffa rispetto allo scorso anno.
Scontro acceso sui 130 mila euro accantonati come quota prudenziale connessi a somme recuperate da evasori: per l’opposizione si tratta di un fondo di riserva che permette così di non aumentare le bollette, pratica lecita per la maggioranza.
Il sindaco Gianguido D’Alberto ha illustrato come, a fronte di aumenti continui, a Teramo si riesca invece a contenere i costi della tariffa sui rifiuti, con la città che tocca l’80 per cento di raccolta differenziata, primo capoluogo in Abruzzo e tra i migliori in Italia.
Diverse le annotazioni da parte dell’opposizione su verde, sfalcio e spazzamento, soprattutto nelle frazioni, oltre a una richiesta di implementare i cestini comunali. Per la Teramo Ambiente, però, presente con il presidente del CdA Sergio Saccomandi, aumentarli vorrebbe dire dirottare un maggior numero di operatori verso la loro pulizia rispetto che ad altre.
Confermato il dato già emerso in commissione di 25 mila euro di sanzioni nei primi sei mesi del 2026, comminate a incivili (soprattutto di fuori città) beccati ad abbandonare rifiuti.



