
Giulianova. Negli ultimi mesi il dibattito sulla stazione ferroviaria di Giulianova è diventato sempre più acceso. Si parla di degrado, sicurezza, ordine pubblico. È un confronto legittimo, perché le preoccupazioni dei cittadini, dei pendolari e degli esercenti che ogni giorno vivono e lavorano in quella zona sono reali e meritano attenzione.
Proprio per questo credo sia utile provare ad affrontare il tema da una prospettiva diversa.
Chiedere una maggiore presenza delle forze dell’ordine è comprensibile e, in molti casi, necessario. Ma pensare che la soluzione possa dipendere esclusivamente dai controlli significa attribuire loro una responsabilità che non può essere soltanto loro. Le forze dell’ordine svolgono un compito fondamentale e devono essere sostenute, ma la qualità di uno spazio urbano dipende anche da come una comunità decide di viverlo.
Una stazione non è soltanto un luogo di passaggio. È il primo biglietto da visita di una città. È il luogo in cui un visitatore forma la sua prima impressione e quello da cui riparte con l’ultima. Per questo motivo il suo stato racconta molto della città stessa.
Negli ultimi anni, in Italia e in molti altri Paesi europei, numerosi interventi di rigenerazione urbana hanno dimostrato che la sicurezza non nasce soltanto dall’aumento dei controlli. Nasce anche dalla capacità di riportare persone, attività, cultura e socialità negli spazi pubblici. Dove arrivano associazioni, iniziative culturali, attività commerciali, famiglie ed eventi, il degrado tende progressivamente ad arretrare, perché aumenta la presenza quotidiana delle persone e cresce il senso di appartenenza.
Credo che anche Giulianova possa raccogliere questa sfida.
Forse è arrivato il momento di pensare alla stazione non solo come a un luogo da presidiare, ma come a uno spazio da restituire ai cittadini. Un luogo in cui organizzare iniziative, coinvolgere le associazioni del territorio, valorizzare il commercio di prossimità, creare occasioni di incontro per famiglie e giovani.
Perché non immaginare un progetto come “Giulianova Stazione Viva”? Un contenitore di piccoli eventi periodici, mercatini, mostre, laboratori per bambini, appuntamenti culturali e musicali, iniziative organizzate insieme alle scuole, alle associazioni e agli esercenti della zona. Non servirebbero necessariamente grandi investimenti: basterebbe la volontà di riportare vita dove oggi prevale la sensazione di abbandono.
Naturalmente tutto questo non sostituisce il lavoro delle forze dell’ordine, che resta essenziale. Lo completa. Perché una città è più sicura quando è più vissuta, quando i suoi spazi sono frequentati, quando i cittadini sentono quei luoghi come propri.
La sicurezza non è soltanto una questione di controlli. È anche il risultato di una comunità presente, partecipe e capace di prendersi cura dei propri spazi.
La stazione, in fondo, non è soltanto un problema da gestire. È lo specchio della città che siamo e, soprattutto, della città che vogliamo diventare.
Un cittadino giuliese
(nome noto alla redazione)



