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Teramo

Cocciniglia tartaruga: l’AMP Cerrano continua con il percorso a tutela delle piante

I chiarimenti del Presidente Aretusi

Pineto. L’Area Marina Protetta Torre del Cerrano ritiene opportuno fare chiarezza sulle osservazioni emerse in questi giorni in merito al monitoraggio della cocciniglia tartaruga del pino e alla nomina del Responsabile Unico del Progetto, ribadendo che tutte le attività in corso sono inserite in un percorso tecnico-scientifico avviato da tempo e sostenuto da risorse economiche già disponibili.

“Il Responsabile Unico del Progetto svolge un ruolo di coordinamento amministrativo e procedurale e non coincide con il professionista incaricato di eseguire il monitoraggio fitosanitario”, specifica in una nota il Presidente dell’AMP Torre del Cerrano, Fabiano Aretusi. “Quest’ultimo sarà infatti affidato, come previsto dagli atti, a professionisti iscritti agli Ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali, in possesso delle specifiche competenze richieste. Le attività tecnico-scientifiche saranno quindi svolte da figure specialistiche del settore fitosanitario, mentre il RUP assicura il corretto svolgimento dell’intero procedimento amministrativo”.

“Va inoltre ricordato che già nell’ottobre 2025 l’Area Marina Protetta Torre del Cerrano aveva ottenuto un finanziamento di circa 1,6 milioni di euro nell’ambito del progetto RiConnEcTo, finalizzato alla tutela e al ripristino degli habitat dunali e delle pinete costiere dei Comuni di Pineto e Silvi, ricadenti nel Sito di Interesse Comunitario. Tra le azioni previste rientrano il monitoraggio scientifico e la gestione degli ecosistemi forestali, strumenti indispensabili per affrontare le criticità che interessano il patrimonio arboreo. L’Area Marina Protetta Torre del Cerrano, affiancata in tutti i progetti da Università e enti che ne supportano le iniziative di ricerca scientifica, conferma il proprio impegno nelle attività di monitoraggio e tutela delle pinete costiere interessate dalla diffusione della cocciniglia tartaruga del pino (Toumeyella parvicornis), attraverso un percorso tecnico-scientifico avviato da tempo e sostenuto da risorse economiche già disponibili”.

Le iniziative sono state successivamente illustrate alla cittadinanza nel corso del convegno conclusivo del progetto SEED, svoltosi nell’ottobre 2025. “Nei mesi successivi la problematica è stata affrontata anche nell’ambito del tavolo tecnico istituito tra gli enti competenti, nel quale è stato approvato il protocollo d’intesa per l’avvio del monitoraggio fitosanitario, attività già finanziata e inserita in un percorso condiviso tra le amministrazioni coinvolte. Le attività propedeutiche al monitoraggio consentiranno di acquisire un quadro conoscitivo completo sullo stato fitosanitario delle pinete. Solo sulla base delle risultanze scientifiche sarà possibile programmare gli interventi più efficaci, definendone priorità, modalità operative e costi. Tra le possibili soluzioni che saranno valutate rientra anche il trattamento endoterapico, la cui eventuale applicazione sarà definita secondo le indicazioni dei tecnici incaricati. Il monitoraggio interesserà non soltanto il perimetro dell’Area Marina Protetta, ma anche la fascia contigua, così da disporre di una fotografia complessiva dello stato di salute delle pinete e programmare interventi coordinati sull’intero territorio”.

“La diffusione della cocciniglia tartaruga del pino – dichiara Aretusi – interessa purtroppo un territorio ben più ampio dei confini dell’Area Marina Protetta, coinvolgendo presumibilmente vaste porzioni delle pinete costiere abruzzesi. Stiamo valutando la possibilità di affiancare alle risorse già disponibili ulteriori interventi finanziati con fondi propri, qualora, all’esito del monitoraggio, emergesse la necessità di azioni urgenti e aggiuntive. Questa possibilità è oggi concreta grazie al lavoro di consolidamento della sostenibilità economico-finanziaria dell’Ente, portato avanti negli ultimi anni dal Consiglio di Amministrazione e dalla Direzione, che ci consente di disporre di margini utili per affrontare eventuali emergenze ambientali”.

E ancora: “Il nostro obiettivo resta quello di tutelare il patrimonio ambientale delle pinete attraverso decisioni fondate su evidenze scientifiche, interventi realmente efficaci e una costante informazione alla cittadinanza sull’evoluzione delle attività. L’Area Marina Protetta Torre del Cerrano continuerà a operare in stretta collaborazione con tutti gli enti competenti affinché il contrasto alla diffusione della Toumeyella parvicornis sia affrontato con un approccio coordinato, scientificamente fondato e capace di garantire la migliore tutela possibile del patrimonio naturale del territorio”.

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