
Sant’Omero. Venerdì 24 luglio 2026, in Piazza Dauri a Sant’Omero, si è svolto l’evento conclusivo del programma “Sant’Omero nella memoria storica”: la presentazione del volume Sant’Omero nella memoria storica. Luoghi e personaggi, che raccoglie le opere esposte nell’omonima mostra dedicata a Renato Coccia, arricchite dai contributi critici e storico-artistici che ne approfondiscono il significato.
L’iniziativa ha concluso la rassegna culturale organizzata dalla Fondazione Pasquale Celommi ETS con l’obiettivo di valorizzare la storia, il patrimonio culturale e l’identità del territorio attraverso un percorso che ha intrecciato arte, musica e ricerca storica. La manifestazione è promossa in collaborazione con la Biblioteca Comunale e la Pro Loco di Sant’Omero e l’Istituto Comprensivo Nereto-Sant’Omero, con il patrocinio del
Comune di Sant’Omero, della Regione Abruzzo, della Provincia di Teramo e del Norwegian Seafood Council, con il sostegno di Food Imports dei Fratelli Monti, Jangaard e Bacalanor West-Norway AS.
Ad aprire l’incontro è stata Paola Donatelli, responsabile della Biblioteca Comunale di Sant’Omero, che ha sottolineato il profondo legame tra il Maestro Renato Coccia e la sua terra d’origine, rimasto vivo nonostante l’artista abbia lasciato l’Abruzzo in giovane età, ha inoltre illustrato il significato della rassegna “Schegge – Donne e uomini d’Abruzzo”, all’interno della quale si inserisce l’iniziativa, evidenziandone il valore nella
promozione delle personalità che hanno contribuito alla crescita culturale della regione.
Successivamente è intervenuto il Sindaco di Sant’Omero, Andrea Luzii, che ha ringraziato tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione dell’evento. Nel suo intervento ha proposto una riflessione sul valore del ritorno nei piccoli centri e sull’importanza di riscoprirne la memoria e l’identità culturale, esprimendo un particolare apprezzamento alla Fondazione Pasquale Celommi ETS e al suo Presidente per il costante impegno
nella promozione di iniziative culturali a favore del territorio.
Ha quindi preso la parola Viriol D’Ambrosio, Presidente della Fondazione Pasquale Celommi ETS, che, dopo i ringraziamenti alle istituzioni, ai partner e ai sostenitori dell’iniziativa, ha ripercorso il lungo rapporto di collaborazione con Renato Coccia. Ha ricordato come il volume presentato rappresenti il decimo pubblicato insieme all’artista, sottolineando la straordinaria fecondità della sua produzione artistica, ispirata ai grandi miti della cultura occidentale, dalla mitologia greca alla Divina Commedia, e il crescente successo delle
numerose mostre dedicate alle sue opere.
È intervenuto quindi Paolo Monti, rappresentante della storica famiglia imprenditoriale che dal 1903 opera nel settore del baccalà, il quale ha illustrato la genesi dell’idea che ha dato origine alla mostra, evidenziando il valore della collaborazione tra il mondo dell’impresa e quello della cultura nella promozione del patrimonio artistico e nella riqualificazione del territorio.
A seguire, Leandro Di Donato ha presentato il volume, soffermandosi sul tema della memoria, filo conduttore dell’opera, sviluppato attraverso il linguaggio dell’arte ma anche mediante la prosa e la poesia. Ha inoltre illustrato il contributo offerto dai due saggi di Gabriele Di Cesare e Raffaella Cordisco che arricchiscono il volume con ulteriori chiavi di lettura storico-artistiche e critiche.
A concludere gli interventi è stata Raffaella Cordisco, vicepresidente della Fondazione Pasquale Celommi ETS e curatrice della mostra, che ha illustrato il criterio scientifico e curatoriale adottato nell’allestimento. Pur disponendo di un patrimonio artistico molto ampio, la scelta non è stata quella di realizzare una mostra antologica, bensì un percorso di carattere antropologico incentrato sul tema della memoria. L’esposizione
raccoglie oltre cinquanta opere e offre al pubblico una panoramica rappresentativa delle diverse tecniche
espressive sperimentate dall’artista nel corso della sua carriera.
A rendere ancora più significativa la serata è stata la presenza del Maestro Renato Coccia, che, all’età di 91 anni, ha voluto raggiungere personalmente Sant’Omero da Genova per partecipare all’iniziativa, testimoniando con la sua presenza il profondo legame che continua a nutrire nei confronti della sua terra d’origine e l’importanza attribuita a questo progetto culturale. Al termine della presentazione, l’artista si è
intrattenuto a lungo con il pubblico in un partecipato momento di incontro, firmando copie del volume e dialogando con i numerosi presenti, che hanno potuto condividere con lui ricordi, riflessioni e apprezzamenti per la sua lunga e straordinaria produzione artistica.
Renato Coccia nasce a Sant’Omero nel 1935 e manifesta fin dall’infanzia una precoce vocazione artistica, affinata tra le botteghe artigiane locali e successivamente a Genova, dove dal 1958 si forma alla Scuola d’Arte per disegnatori e lavora nel settore degli allestimenti navali. La sua produzione intreccia paesaggi, tradizioni e memoria storica del territorio teramano, con cicli dedicati alla storia e alla letteratura, da Dante a Ovidio.
Autore di importanti commissioni religiose e protagonista di numerose mostre in Italia, Coccia ha affiancato all’attività espositiva una intensa produzione editoriale. Nel 2025 una mostra su San Francesco al Museo Staurós di San Gabriele e, successivamente, nel salone del Palazzo De Gregoriis a Morro d’Oro, ne hanno confermato il rilievo nel panorama artistico contemporaneo, sottolineato anche da Radio Vaticana in una
trasmissione con interviste all’artista e agli organizzatori della mostra.



