Atto aziendale Asl Teramo, “Menna e Cavallari non conoscono i dati ufficiali”
D'Annuntiis, Di Matteo, Gatti e Rossi replicano ai consiglieri di Abruzzo Insieme

“Quando si affrontano temi delicati e fondamentali come la sanità, il minimo che ci si aspetta da chi ricopre un ruolo istituzionale è che si documenti. Diversamente, si rischia di fare propaganda e, soprattutto, di essere clamorosamente smentiti dai fatti. È esattamente ciò che è accaduto ai consiglieri Menna e Cavallari”.
A ribadirlo sono i consiglieri regionali Umberto D’Annuntiis, Emiliano Di Matteo, Paolo Gatti e Marilena Rossi replicando alle dichiarazioni dei consiglieri di Abruzzo Insieme.
“Hanno parlato del personale delle ASL abruzzesi senza conoscere i dati ufficiali. Eppure i numeri parlano chiaro e raccontano una realtà ben diversa da quella che tentano di rappresentare.
L’Abruzzo può contare su:
• 11.869 medici;
• 10.857 infermieri;
• 1.772 OSS del Servizio sanitario regionale;
• una popolazione di circa 1,27 milioni di abitanti.
Ciò significa:
• 9,3 medici ogni 1.000 abitanti;
• 8,5 infermieri ogni 1.000 abitanti;
• 1,4 OSS ogni 1.000 abitanti.
Numeri che collocano l’Abruzzo nella fascia medio-alta italiana per disponibilità di medici rispetto alla popolazione, in linea con la media nazionale per gli infermieri e con una dotazione di OSS che, pur migliorabile, è perfettamente nota e oggetto di interventi programmati”.
“Anche sui LEA sarebbe bastato leggere l’ultimo monitoraggio del Ministero della Salute prima di parlare. I dati ufficiali certificano che nel 2024 l’Abruzzo è pienamente adempiente in tutte le aree di valutazione, con un punteggio complessivo di 229 e un deciso miglioramento nell’assistenza territoriale e nella prevenzione. Un risultato che smentisce, ancora una volta, una narrazione costruita più sulla polemica che sulla realtà”.
“C’è poi il tema dell’organizzazione della rete ospedaliera. Anche qui si preferisce alimentare confusione anziché spiegare ai cittadini cosa sta realmente accadendo. La Regione Abruzzo, grazie al lavoro dell’assessore Nicoletta Verì, ha costruito una rete moderna fondata sul modello Hub & Spoke, adottato in tutta Italia. Un modello che concentra le alte specialità nei centri che garantiscono esperienza, qualità e sicurezza, assicurando al contempo una presenza capillare degli ospedali sul territorio per le attività di base e di media complessità. Questo significa garantire cure migliori, utilizzare in modo più efficiente personale e tecnologie ed evitare inutili duplicazioni di servizi che finirebbero solo per indebolire l’intero sistema sanitario regionale. È una visione moderna della sanità. Evidentemente una visione che i consiglieri Menna e Cavallari continuano a non comprendere”.
E ancora: “Gli atti aziendali vanno esattamente in questa direzione. Sono strumenti di programmazione previsti dalla normativa e costruiti per rendere il sistema sanitario più efficiente, più sicuro e più vicino ai cittadini. La conferma della UOC di Chirurgia Generale dell’Ospedale di Sant’Omero è la dimostrazione concreta che si sta lavorando con serietà, valorizzando i presidi strategici e non seguendo logiche propagandistiche”.
“Nessuno sostiene che non esistano criticità. Sarebbe disonesto farlo. Ma c’è una differenza sostanziale tra chi utilizza i problemi per alimentare polemiche e chi, ogni giorno, lavora per risolverli. Per questo rivolgo un invito ai consiglieri Menna e Cavallari: prima di rilasciare dichiarazioni tanto categoriche, abbiano l’onestà intellettuale di confrontarsi con i dati ufficiali. La sanità merita serietà, competenza e rispetto”.
Concludono: “Evitino di rivendicare meriti che non appartengono loro. Le decisioni assunte sono il frutto di un lavoro istituzionale serio e responsabile. Attribuirsene la paternità per convenienza politica non è credibile e, soprattutto, non rende un buon servizio ai cittadini abruzzesi”.



