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Teramo

Amministrative 2027, tre partite decisive sulla costa: Quaranta prende quota a Roseto, Tommolini in pole a Martinsicuro. Tortoreto al bivio

Teramo. Le elezioni amministrative del 2027 sono ancora lontane, ma nei tre principali comuni teramani chiamati al voto, Roseto degli Abruzzi, Martinsicuro e Tortoreto, le manovre politiche sono già entrate nel vivo. Tre partite diverse, ma strettamente collegate negli equilibri provinciali del centrodestra e, in particolare, di Fratelli d’Italia.

A Roseto il primo elemento di chiarezza è arrivato dal capogruppo consiliare di FdI, Francesco Di Giuseppe, che ha annunciato di non essere disponibile alla candidatura a sindaco. Una rinuncia motivata con la volontà di favorire un progetto più largo, capace di coinvolgere partiti, moderati e realtà civiche, evitando una candidatura percepita come esclusivamente di parte.
La decisione accelera le interlocuzioni nel centrodestra. Il nome che, secondo le indiscrezioni politiche, starebbe prendendo maggiormente quota è quello di Vanessa Quaranta, presidente di SiAmo Roseto e figura politicamente vicina all’ex parlamentare rosetano Tommaso Ginoble. Un rapporto consolidato nel tempo, nato all’interno di un percorso civico che ha già visto Quaranta sostenere iniziative e candidature riconducibili all’area dell’ex deputato.
L’operazione, ancora tutta da definire, potrebbe portare alla costruzione di un fronte composto dai partiti del centrodestra e dall’area civica vicina a Ginoble. Una coalizione potenzialmente competitiva, capace di sommare mondi politici finora distinti con l’obiettivo di contendere seriamente il governo della città al sindaco uscente Nugnes.
Non esiste ancora un’investitura ufficiale, ma il passo indietro di Di Giuseppe sembra andare proprio nella direzione di una candidatura trasversale. Il centrodestra rosetano vuole evitare una scelta interna ai soli partiti e punta a chiudere il prima possibile un accordo politico e programmatico.
A Martinsicuro, invece, il problema principale è rappresentato dal dopo Massimo Vagnoni. Il sindaco uscente non potrà ricandidarsi e la coalizione dovrà individuare una figura capace di raccoglierne l’eredità politica e amministrativa.
In questa fase il nome più avanzato appare quello di Alduino Tommolini, assessore al Bilancio e alle Finanze e figura indicata da Fratelli d’Italia come possibile candidato. Il partito gli riconosce un ruolo centrale nella gestione dei conti comunali e nella costruzione del modello amministrativo seguito negli ultimi anni.
Il percorso, tuttavia, resta aperto. Nel centrodestra continuano a circolare anche il nome di Persiani e quello di Riccardo D’Ercole, sul quale potrebbe concentrarsi l’attenzione della Lega nella definizione degli equilibri della coalizione. Sul fronte opposto, il Partito democratico starebbe lavorando sulla possibile candidatura del segretario Giuseppe Capriotti, con l’obiettivo di costruire un’alternativa larga alla maggioranza uscente.

La terza partita, probabilmente la più delicata nelle prossime ore, è quella di Tortoreto. Salvo colpi di scena, la ricandidatura del sindaco Domenico Piccioni resta lo scenario più naturale all’interno della sua coalizione civica di centrodestra. Dall’altra parte, Libera D’Amelio ha già manifestato la volontà di tornare in campo attraverso un progetto civico e moderato, aperto alle forze non allineate con l’attuale amministrazione.
A cambiare gli equilibri potrebbe essere però il voto sul project financing relativo alla gestione dei parcheggi e agli interventi di riqualificazione urbana, previsto nel Consiglio comunale di giovedì 23 luglio.
Secondo quanto filtra negli ambienti politici, una parte della maggioranza non sarebbe ancora convinta di sostenere il provvedimento. Nelle ultime ore sarebbero in corso interlocuzioni per ricompattare il gruppo ed evitare una frattura pubblica. Un eventuale voto contrario, o una mancata partecipazione al voto, potrebbe infatti determinare una rottura politica difficilmente ricomponibile e complicare il percorso verso la ricandidatura unitaria di Piccioni.
Per questa ragione il dossier Tortoreto comincia a preoccupare anche i vertici provinciali del centrodestra. Con Roseto orientata verso una candidatura civica come quella di Quaranta, la difficile successione a Vagnoni a Martinsicuro e la natura prevalentemente civica della coalizione di Piccioni, Fratelli d’Italia rischierebbe di non riuscire a esprimere direttamente il sindaco in nessuno dei maggiori comuni teramani interessati dal voto.
Nel caso in cui la maggioranza tortoretana dovesse arenarsi proprio sul project financing, potrebbe così riaprirsi la discussione sul candidato sindaco. Tra i nomi destinati a emergere ci sarebbe quello dell’assessore al Turismo e alla Cultura Giorgio Ripani, giovane esponente di Fratelli d’Italia ma già dotato di esperienza amministrativa.
Ripani era già stato indicato nei mesi scorsi tra i possibili profili per la successione a Piccioni. La sua candidatura potrebbe rappresentare un punto di equilibrio tra continuità amministrativa, rinnovamento generazionale e ricomposizione politica dell’intero centrodestra. Al momento resta soltanto uno scenario, ma il voto sul project financing potrebbe trasformare rapidamente le ipotesi in una vera trattativa politica.

 

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