Gileno (GD): “Una destra ripiegata su se stessa mentre l’Abruzzo continua ad aspettare risposte”

Abruzzo. Da settimane il dibattito politico abruzzese sembra essersi allontanato completamente dai problemi reali della nostra regione. Mentre continuano ad aumentare le difficoltà della sanità pubblica, i giovani lasciano l’Abruzzo, le aree interne si spopolano e il costo della vita pesa sempre di più sulle famiglie, il prezzo della benzina aumenta, la destra appare concentrata esclusivamente sulle proprie dinamiche interne, sulle future candidature e su una continua rincorsa allo scontro politico” sostiene Saverio Gileno, segretario regionale dei Giovani Democratici d’Abruzzo, ricandidato per il secondo mandato alla guida dell’organizzazione.
“Anche la visita di Roberto Vannacci in Abruzzo si inserisce in questo clima. Più che un fatto nuovo, rappresenta la prosecuzione di una stagione politica in cui una parte della destra ha scelto di alimentare la polarizzazione e la contrapposizione come principale strumento di consenso. Fa riflettere, semmai, vedere soggetti provenienti da tradizioni liberali e cattoliche scegliere oggi di aderire a quel mondo politico, mettendo da parte culture che hanno rappresentato pilastri della democrazia, per scegliere l’odio”.
“Nel frattempo la cosiddetta “filiera” di Fratelli d’Italia continua a dimostrare tutti i suoi limiti. L’intervista del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi ne è un esempio evidente: invece di discutere del futuro dell’Abruzzo, della sanità, delle aree interne, dei giovani che continuano a partire o delle tante emergenze della nostra regione, il confronto politico viene trasformato nell’ennesima discussione sulle ambizioni personali, accompagnata da attacchi agli avversari che arrivano perfino a utilizzare argomenti e toni sessisti, incompatibili con una cultura istituzionale degna di questo nome.
Ci avevano raccontato che la “filiera” istituzionale sarebbe stata un vantaggio per l’Abruzzo. Dopo anni di governo, il risultato è sotto gli occhi di tutti: più tasse, una sanità che permane in difficoltà, giovani che continuano ad andarsene e una regione che perde progressivamente opportunità e competitività”.
“E probabilmente, con l’estate e l’avvicinarsi delle prossime scadenze elettorali, assisteremo a un’ulteriore intensificazione di queste dinamiche. Del resto, chi in questi anni non è riuscito a occuparsi davvero dell’Abruzzo difficilmente inizierà a farlo oggi.
Noi continueremo a fare il contrario. Il 25 e il 26 luglio, durante il Congresso regionale dei Giovani Democratici d’Abruzzo, presenteremo un Piano per l’Abruzzo costruito in mesi di ascolto e confronto, con proposte su lavoro, diritto allo studio, trasporti, aree interne, partecipazione e diritto a restare. Perché mentre altri discutono di chi dovrà occupare la prossima casella, noi vogliamo discutere di quale futuro costruire per la nostra generazione. È questa la differenza tra chi vive la politica come gestione del potere e chi la considera uno strumento per cambiare la realtà”.



