La Provincia di Teramo vuole nove milioni di euro dalla Regione
L'ente manda preavviso di ipoteca

Una vicenda che va avanti dalla riforma delle Province con la legge regionale numero 32/2015 che definì il processo di trasferimento delle funzioni alla Regione Abruzzo. Un processo che ha incontrato diverse criticità nel corso degli anni, alcune delle quali ancora in fase di risoluzione; la Provincia di Teramo, è tuttora impegnata nell’esercizio di funzioni non fondamentali in realtà trasferite alla Regione.
Le somme dovute, secondo la Provincia, sono notevoli: 9 milioni di euro per costi che hanno riguardato la biblioteca Delfico, il trasporto disabili, la Polizia provinciale, i Centri per l’impiego: servizi che la Provincia ha continuato a pagare fino 2022.
Nel corso del 2025, dopo innumerevoli solleciti, e vista l’inefficacia di ogni tentativo di composizione bonaria fin a quel momento esperito, si è provveduto ad adottare lo strumento dell’avviso di accertamento esecutivo patrimoniale per il recupero delle somme dovute, incrementate dagli interessi maturati.
Quindi, come da procedura, gli Uffici hanno avviato un “contraddittorio informato” che però non ha avuto alcun esito e ad aprile di quest’anno l’Avviso di accertamento esecutivo patrimoniale è stato notificato senza che la Regione opponesse ricorso o contestazioni. Da qui il preavviso di ipoteca.
“Fra istituzioni dello Stato dovrebbe esistere una sorta di galateo ma abbiamo atteso molto e le somme, per un ente locale come il nostro, sono ingenti – sottolinea il presidente Camillo D’Angelo – dalla Regione Abruzzo in questi anni abbiamo ricevuto dinieghi e rumorosi silenzi: dal progetto della Pedemontana alla Sala polifunzionale, per non parlare dell’emergenza Delfico quando abbiamo chiesto l’area Mazzini che avremmo riqualificato a nostre spese. Peccato per tutti i tentativi di conciliazione caduti nel vuoto ma la Provincia per anni ha sostenuto spese non sue, risorse che certamente possono essere utilmente utilizzate per i nostri servizi essenziali come le strade e le scuole: sono questi i servizi di nostra competenza e che i cittadini possono giustamente rivendicare. Dobbiamo pensare a loro”.



