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Teramo

Martinsicuro, la lettera di un malato di Sla: viaggio umiliante per una visita

Martinsicuro. Non usa mezzi termini Marco Marini, 57enne di Martinsicuro affetto da Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), per descrivere il cortocircuito burocratico che lo sta isolando dal mondo.

In una lettera aperta inviata alla ASL di Teramo, ai media e alle associazioni di categoria (Aisla e Isav), l’uomo denuncia l’impossibilità di ricevere una visita otorinolaringoiatrica a domicilio per un grave problema di udito. Per il sistema sanitario,

Marini dovrebbe essere trasportato in ospedale. Un’operazione che il paziente definisce «un viaggio infernale, rischioso e umiliante» per chi, come lui, non ha più alcuna autonomia motoria e respiratoria.
Il paradosso assistenziale. La denuncia mette a nudo le contraddizioni della burocrazia sanitaria.
Sì allo pneumologo: La ASL riconosce la fragilità del paziente e garantisce le visite polmonari a casa. No all’otorino: Per i problemi di udito, lo stesso sistema impone il trasferimento in ambulanza.
I tempi. Tra trasporto, attesa in corsia e ritorno, il viaggio durerebbe cinque volte il tempo della visita. L’ultimo baluardo di dignità. Per un malato oncologico o neurodegenerativo in stadio terminale, la comunicazione non è un dettaglio. «Poter ascoltare i familiari, gli assistenti o anche solo della buona musica – scrive Marini – è l’ultimo baluardo di dignità rimasto». L’uomo sottolinea con forza che la medicina palliativa non deve mai coincidere con l’abbandono terapeutico, e che alleviare un dolore evitabile o curare un’infezione è un dovere civile.

 

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