Lavoratori igiene ambientale: il problema è l’applicazione del contratto nazionale, non certo il numero di ricorsi

Val Vibrata. “Il problema non è il numero dei ricorsi pendenti, ma bensì la corretta applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro ai dipendenti ai lavoratori impegnati nei servizi di igiene ambientale”.
Arriva una presa di posizione della Fiadel, sulla vicenda degli ex dipendenti Poliservice e sui ricorsi dei lavoratori impiegati in società che lavoravano per la società per azioni, nati per ottenere le differenze di retribuzione e contributive. E all’epoca, era il 2022, fu proprio la sigla sindacale ad avviare in primi ricorsi.
“Su questo tema esistono ricorsi già definiti favorevolmente ai lavoratori e una giurisprudenza sempre più significativa che richiama il rispetto delle clausole contrattuali previste negli appalti pubblici.
La recente sentenza della Corte di Cassazione n. 11270 del 27 aprile 2026 conferma che il contratto collettivo applicabile non può essere individuato esclusivamente in base alla convenienza economica dell’appaltatore, ma deve essere coerente con l’attività concretamente svolta e con quanto previsto dagli atti di gara.
È questo il vero nodo della vicenda.
Che i procedimenti siano 31, oppure che coinvolgano complessivamente oltre cento posizioni tra lavoratori e soggetti chiamati in giudizio, non modifica il problema sostanziale.
Se ai lavoratori spettava il CCNL dei Servizi Ambientali, esso doveva essere applicato”.



