
Civitella del Tronto. Riceviamo e pubblichiamo.
Viaggiare sulla strada che conduce a Rocche (frazione di Ischiano) è diventato ormai un percorso a ostacoli ravvicinati, dove a rischiare non sono solo le sospensioni delle auto, ma l’incolumità stessa dei cittadini.
Da mesi, se non da anni, i residenti denunciano la totale assenza di una seria manutenzione straordinaria. Quella che dovrebbe essere un’arteria di collegamento sicura si è trasformata in una trappola quotidiana, dimenticata dalle istituzioni e abbandonata all’usura del tempo e del maltempo.
Una panoramica del dissesto: dai tombini alle piante pericolanti
Basta percorrere pochi chilometri per rendersi conto della gravità della situazione. L’elenco delle criticità è lungo e compone il quadro di un vero e inizio di emergenza:
Tombini e canalette ostruiti: I sistemi di scolo delle acque piovane sono completamente intasati da fango, foglie e detriti. Il risultato? Alla prima pioggia leggera, l’acqua non defluisce, invadendo la carreggiata.
Strada piena di pozze e crateri: L’asfalto, ormai logorato, ha ceduto in più punti. Le pozzanghere che si formano dopo i temporali non sono semplici accumuli d’acqua, ma veri e propri specchi che nascondono buche profonde e insidiose.
Curve pericolose e vegetazione incontrollata: Le curve, già di per sé strette, sono rese cieche da piante pericolanti, arbusti e rami che protendono sulla strada. La visibilità è ridotta al minimo e il rischio di frontali è altissimo.
Assenza di segnaletica: Cartelli stradali sbiaditi, divelti o del tutto inesistenti. Manca la segnaletica orizzontale (le strisce bianche sono un lontano ricordo) e quella verticale che dovrebbe presegnalare i reali pericoli del tracciato.
La voce dei residenti: “Ogni giorno rischiamo la vita per andare al lavoro. Le nostre auto sono distrutte: braccetti rotti, gomme squarciate, ammortizzatori da buttare. Chi paga per questi danni?” È l’esasperazione di chi vive a Rocche e assiste quotidianamente al valzer dei carri attrezzi chiamati a recuperare vetture danneggiate dalla strada-killer.
Cosa dice la Legge? La responsabilità della Pubblica Amministrazione
Oltre al disagio e alla rabbia dei cittadini, c’è un aspetto legale ben preciso che l’ente proprietario della strada (Comune o Provincia) non può ignorare.
L’ordinamento giuridico italiano parla chiaro attraverso l’Articolo 2051 del Codice Civile, che disciplina la responsabilità per le cose in custodia:
“Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito.”
L’ente pubblico ha l’obbligo di vigilare, mantenere e custodire le strade in condizioni tali da non costituire un pericolo per gli utenti. La giurisprudenza ha più volte ribadito che la presenza di una “insidia o trabocchetto” (ovvero un pericolo occulto, non visibile e non prevedibile, come una buca profonda nascosta da una pozza d’acqua) fa scattare l’obbligo di risarcimento del danno a favore del cittadino.
Inoltre, il Codice della Strada (Art. 14) impone agli enti proprietari l’obbligo di provvedere alla manutenzione, gestione e pulizia delle strade, nonché al controllo tecnico dell’efficienza delle strade e delle relative pertinenze (comprese le piante sporgenti e la segnaletica).
Un appello che non può più restare inascoltato
I cittadini di Rocche di Ischiano non chiedono miracoli, ma il minimo sindacale: sicurezza e dignità. Le toppe di asfalto elettorali o i finti interventi tampone non bastano più. Serve un piano di manutenzione straordinaria che ripulisca le canalette, abbatta gli alberi pericolosi, riasfalti i tratti critici e ripristini la segnaletica prima che ci scappi il morto.
Le tasse vengono pagate regolarmente anche a Rocche; è tempo che i servizi tornino ad essere all’altezza di un Paese civile. L’amministrazione è avvisata: oltre alla pazienza dei cittadini, stavolta rischia di saltare anche il bilancio interno a colpa delle inevitabili vie legali”.





