
Pescara. Polemica accesa, a Pescara sulla gestione dei rifiuti, in particolare dopo l’estensione del porta a porta nel centro cittadino, che continua a generare proteste e segnalazioni da parte di numerosi residenti.
Da un lato il centrosinistra, con il consigliere comunale Carlo Costantini, parla di un servizio avviato “senza programmazione” e annuncia la richiesta di un consiglio comunale straordinario; dall’altro il sindaco Carlo Masci, l’assessore all’Ambiente, Claudio Croce, e il presidente di Ambiente Spa, Ricardo Chiavaroli, respingono le accuse, parlando di una fisiologica fase di rodaggio e difendendo il lavoro svolto.
Secondo Costantini, “i cittadini pagano con la Tari il 100% ed hanno diritto al 100% del servizio”. L’esponente del centrosinistra sostiene che il passaggio al porta a porta “non ha nulla di fisiologico”, ma rappresenta “il risultato prevedibile di una scelta amministrativa assunta senza programmazione, senza pianificazione industriale, senza verifica preventiva dei mezzi disponibili, del personale necessario e degli investimenti da realizzare”. A suo giudizio, “senza piano industriale non c’è governo, c’è solo gestione dell’emergenza” e “a pagare il prezzo di questa improvvisazione sono sempre gli stessi: i cittadini ed i lavoratori”.
Costantini chiede inoltre di chiarire “se il futuro sarà ancora improvvisazione o se finalmente la società avrà un piano industriale”, sostenendo che le attuali criticità “sembrano costruite in laboratorio proprio per spalancare le porte a processi di privatizzazione del servizio”.
Di diverso avviso Masci e Croce, secondo cui Costantini “descrive una sorta di film dell’orrore” e “dimostra una scarsa conoscenza del porta a porta”. Sindaco e assessore ricordano che il sistema “a Pescara è stato avviato da anni in molte zone e funziona” e che l’estensione al centro è stata “volutamente dilazionata in attesa della disponibilità di tutte le attrezzature”. La fase attuale, aggiungono, “è fisiologica, naturale e diremmo anche educativa” nei confronti di chi non rispetta le regole della raccolta differenziata.
Anche il presidente di Ambiente Spa respinge “fermamente le accuse di inadeguatezza e di improvvisazione”, sostenendo che la società opera “con efficacia grazie ai suoi operatori e a un’attenta programmazione”. Secondo Chiavaroli, il quadro descritto da Costantini è “apocalittico” e “frutto unicamente di pregiudizi politici”, mentre i dati e i riscontri degli organismi di controllo confermerebbero la bontà del servizio, pur “in presenza di fisiologici problemi dovuti al passaggio da un sistema all’altro di raccolta”.



