
Roseto. Una decisione che consideriamo debole sul piano urbanistico, poco lungimirante sul piano politico e soprattutto lontana dall’obiettivo che dovrebbe guidare ogni scelta su un’opera destinata a segnare Roseto per i prossimi decenni: mantenere il Saffo dentro la città, integrato nel suo tessuto urbano, sociale, culturale ed economico.
“Il nuovo Polo Liceale non può essere trattato come un semplice contenitore da collocare dove capita” dichiarano Francesco Di Giuseppe, Capogruppo di Fratelli d’Italia Roseto, e Vanessa Quaranta, Presidente dell’associazione SiAmo Roseto. “Parliamo di una delle istituzioni più importanti della nostra città, frequentata ogni giorno da studenti, famiglie, personale scolastico e da un’intera comunità che attorno al Saffo ha costruito relazioni, servizi, economia e identità”.
Secondo Fratelli d’Italia e SiAmo Roseto, l’area dell’ex mattatoio non risponde pienamente a questa visione. Non è il cuore della città, non offre gli spazi necessari per immaginare un vero campus scolastico moderno e presenta criticità che non possono essere liquidate con superficialità, a partire dalla vicinanza alla linea ferroviaria, con evidenti problemi legati al rumore, alla qualità degli spazi e alle necessarie misure di isolamento acustico.
“Una scuola superiore non ha bisogno soltanto di aule”, proseguono Di Giuseppe e Quaranta. “Ha bisogno di spazi esterni, accessibilità, sicurezza, servizi, connessioni con la città e possibilità di crescita futura. Scegliere un’area sacrificata significa rischiare di costruire oggi un problema che Roseto si porterà dietro per i prossimi cinquant’anni”.
La posizione resta quindi chiara: il Saffo deve rimanere al centro, o comunque in un’area realmente centrale e pienamente integrata nel tessuto urbano. Il nuovo Polo Liceale avrebbe potuto rappresentare una grande occasione di rigenerazione urbana, recuperando spazi strategici e restituendo vitalità a zone che, se ben pianificate, avrebbero potuto diventare il motore di una nuova stagione per Roseto.
“Non vorremmo che dietro la fretta di chiudere la partita sull’ex mattatoio si nascondesse la volontà politica di liberare altre aree centrali da una destinazione pubblica importante, lasciandole più facilmente esposte ad appetiti edificatori privati e altre colate di cemento”, affermano Di Giuseppe e Quaranta. “Roseto non ha bisogno di scelte utili ai palazzinari, ma di scelte utili agli studenti, alle famiglie e alla città”.
Fratelli d’Italia e SiAmo Roseto richiamano inoltre l’amministrazione ad un principio di coerenza. Se alcune aree vengono considerate problematiche per ospitare una scuola, per ragioni urbanistiche, geologiche, ambientali o funzionali, quelle stesse valutazioni devono valere anche quando si parla di nuove edificazioni, urbanizzazioni o insediamenti residenziali. Non possono esistere criteri diversi a seconda del soggetto che realizza l’intervento o dell’interesse che si vuole tutelare.
“Da anni chiediamo una programmazione seria sul territorio, sul dissesto idrogeologico, sulla sicurezza e sulla qualità dello sviluppo urbano” concludono Di Giuseppe e Quaranta. “Il nuovo Polo Liceale Saffo è una scelta troppo importante per essere piegata alle convenienze del momento. Roseto deve avere il coraggio di puntare su una scuola moderna, sicura, accessibile e centrale. Una scuola dentro la città, non ai margini della città”.



