
“L’Abruzzo si distingue rispetto a molte regioni italiane per il tasso di disoccupazione che è migliore di un punto rispetto alla media nazionale, ma soprattutto per aver mantenuto in questo primo trimestre dell’anno, un valore stabile di occupati che si attesta a 512mila unità”.
E’ quanto dichiara l’assessore alle Attività Produttive e Lavoro, Tiziana Magnacca, nell’analizzare i dati Istat relativi all’occupazione e disoccupazione in Abruzzo nel primo trimestre del 2026. “Il dato più significativo, che balza dalla lettura dei dati Istat, è vedere per l’Abruzzo scendere il tasso di disoccupazione al 4,4 per cento, mentre la media nazionale è superiore di un punto e si attesta al 5,4 per cento” evidenzia l’assessore.
“Ma il dato più rilevante è che per la prima volta assoluta registriamo per la nostra regione il tasso di disoccupazione più basso degli ultimi decenni. L’analisi dei numeri ci dice come rispetto al 2019 abbiamo un dato positivo di oltre ventimila persone avviate al lavoro. In quell’anno, nel primo trimestre, il tasso di disoccupazione era del 10,1%. Il professor Pino Mauro fa notare come sette anni fa non si registravano grosse turbolenze. Eravamo in un periodo di pre Covid – spiega l’assessore – ben diverso rispetto alla situazione che stiamo vivendo da alcuni anni, con l’assenza di guerre che ci coinvolgevano direttamente, con costi elevati dell’energia e significativi mutamenti geopolitici.
Ora abbiamo raggiunto un tasso di occupazione che supera il 62 per cento, un dato davvero rilevante, di cui tener conto”. “Voglio infine ricordare che la Regione Abruzzo ha attivato una serie di bandi per favorire l’occupazione e l’inserimento dei giovani e delle donne nelle attività produttive, per la riqualificazione del personale. Va comunque riconosciuto alle aziende una grande capacità di resilienza – conclude l’assessore Magnacca – che ha permesso all’economia abruzzese di superare le difficoltà del mercato, gli alti costi per l’energia e di riuscire, nonostante tutto, a incrementare in questo ultimo trimestre il proprio export ponendo al secondo posto come valore assoluto rispetto alle altre regioni italiane”.



