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Pescara

Area di risulta Pescara: “Arpa e Asl bocciano le analisi sui rifiuti tombati”

Pescara. “L’ARPA ha sonoramente bocciato l’Analisi di Rischio del progetto di messa in sicurezza permanente – il cosiddetto tombamento – dei rifiuti e dei terreni contaminati del lotto 1C dell’Area di Risulta depositata dai consulenti del Comune di Pescara e ha ammesso che le 24.000 tonnellate di rifiuti non sarebbero veramente isolate su tutti i lati ma rimarrebbero a mollo nell’acqua di falda”.

A riferirlo sono Forum H2O e ForumAmbientalista, che aggiungono: “Dopo aver evidenziato un lunghissimo elenco di criticità, i tecnici dell’Agenzia concludono che l’analisi di rischio proposta non è valutabile favorevolmente. Anche la ASL ha sollevato alcuni problemi, come non aver valutato la presenza di residenze, con stazionamento di persone anche h24, quindi maggiormente esposte. Tra l’altro nel documento depositato dal comune e bocciato dall’ARPA si evidenziava la presenza attuale di rischio per i lavoratori dei locali commerciali per esposizione ad alcuni degli inquinanti (che ARPA riepiloga emergono rischi cancerogeni non accettabili per l’etilbenzene, rischi tossici non accettabili in relazione alla frazione alifatici C5 – C8, rischi tossici cumulati indoor e rischi ambientali non accettabili). Inoltre indicava l’impossibilità di realizzare chioschi e altri locali, anche di minime dimensioni, anche a seguito dell’intervento proposto di tombamento”.

“Inoltre”, prosegono, ” l’ARPA ammette ciò che Forum H2O e ForumAmbientalista avevano da subito osservato leggendo il progetto e, cioè, che non sono presenti in modo ubiquitario litologie impermeabili nelle quali ammorsare le palancole. L’intervento non avrà quindi l’effetto di isolare il rifiuto dalle acque sotterranee. Un problema insuperabile, se non violando palesemente la legge”.

“E’ del tutto evidente”, dichiara Augusto De Sanctis del Forum H2O “ che lasciare nella falda acquifera 24.000 tonnellate di rifiuti è una proposta letteralmente spericolata, che viola frontalmente e inequivocabilmente principi generali e criteri tecnici dettati dalle norme. Sono progetti che si fanno in aree industriali, in casi limite dove non ci sono alternative, non certo al centro di una città. Nei primi due lotti i rifiuti sono stati allontanati a testimonianza della fattibilità tecnica dell’operazione”.

“Appare singolare – aggiunge – che l’ARPA, dopo tali rilievi tecnici che secondo la legge sarebbero chiaramente ostativi abbia espresso parere favorevole sul tombamento invitando platealmente a violare una legge, pure dopo un’interpretazione inequivocabile del Ministero sulla necessità di un isolamento completo dei rifiuti che come abbiamo visto nell’Area di Risulta non si può ottenere. Anche sull’Analisi di Rischio alla fine suggerisce di violare il Testo Unico, perché sostiene che si possa andare avanti lo stesso con il progetto rifacendo tale analisi in corso d’opera e alla fine. Peccato che la norma, l’art.242 comma 7 del Testo Unico nonché la logica impongono espressamente che si approvi prima l’analisi di rischio e poi si proceda con la redazione e approvazione del progetto. L’Analisi di Rischio costituisce la base tecnico-scientifica dei progetti di bonifica. L’ARPA avrebbe fatto meglio a limitarsi strettamente ai suoi compiti di analisi della documentazione fornita senza strabordare in commenti e suggerimenti che porterebbero addirittura a violare le norme. Comunque la Conferenza dei Servizi sul lotto 1C del Parco urbano è ancora aperta e auspichiamo che il procedimento sia ricondotto nel solco della legalità, partendo dall’individuazione del Responsabile della Contaminazione che potrà pagare lo smaltimento completo di rifiuti e materiale contaminato restituendo al Comune e ai cittadini un terreno libero da qualsiasi vincolo. Inoltre vanno immediatamente affrontate tutte le altre pesanti criticità che abbiamo individuato, dalle omissioni sulle misure di prevenzione sulla falda, che continua a diffondere gli inquinanti verso valle, ai monitoraggi”.

MASCI: BONIFICA DOPO 40 ANNI

L’intervento dei forum arriva dopo la riunione odierna, in seduta pubblica, della Conferenza di servizi ambientale, composta dai rappresentanti di Comune di Pescara, Arpa, Asl e Provincia, che ha valutato le misure di prevenzione (MiPre) di una porzione dell’ex area di risulta, quella interessata alla realizzazione del Parco centrale.

“Il progetto”, spiega una nota del municipio “indica le misure che il Comune intende adottare in vista della creazione dell’area verde, con la eliminazione dei rifiuti nella maggior parte della superficie interessata dall’intervento e il confinamento del materiale nella parte restante. In gran parte del lotto verranno traguardate le soglie di contaminazione più cautelative (Concentrazioni Soglia di Contaminazione), rimuovendo rifiuti e terreni contaminati, mentre solo dove è garantita l’assenza di rischio sanitario ed ambientale, dopo la rimozione parziale, i rifiuti saranno confinati dall’alto con capping e lateralmente  con palancole”.

“Recependo integralmente le fondamentali raccomandazioni e indicazioni tecniche che sono state fornite ed ampiamente condivise dall’Arpa e dalla Asl”, prosegue la nota, “il Comune provvederà, con queste importanti misure, a rimuovere tutte le fonti che producono rischio, o che potrebbero produrlo con la nuova destinazione a parco pubblico. A valle degli interventi di rimozione delle fonti di contaminazione il Comune potrà predisporre una nuova analisi di rischio e valutare la bontà degli effetti degli interventi, alla luce dei risultati di un capillare monitoraggio delle acque sotterranee. Proseguono quindi le attività di rimozione della contaminazione già avviate con i primi due lotti di intervento, concluse, che contribuiscono quindi al miglioramento ulteriore della qualità delle acque sotterranee, miglioramento che sarà misurabile proprio con la campagna di monitoraggio”.

Dopo la sottoscrizione del verbale della conferenza e l’approvazione del verbale da parte del settore Ambiente del Comune, il settore Lavori pubblici avvierà “nel più breve tempo possibile le procedure previste dal Codice dei contratti per individuare l’operatore economico che realizzerà gli interventi previsti nel progetto. Questo consentirà all’Amministrazione di rispettare il cronoprogramma finanziario previsto dalla convenzione sul finanziamento FSC da parte della Regione Abruzzo. Si ricorda che la realizzazione del parco sarà interamente finanziata dalla Fondazione Pescarabruzzo senza alcun costo a carico della cittadinanza”.

“Dopo quasi quarant’anni stiamo finalmente bonificando l’area più preziosa della città per realizzare un grande Parco, oltre ai parcheggi necessari all’area centrale di Pescara”, commenta il sindaco Carlo Masci.

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