A Campli c’è una sola persona che continua a dare i numeri: il Sindaco Agostinelli. Si accende il dibattito

Campli. Diventa sempre più frizzante il confronto politico a Campli. Il gruppo di minoranza Svolta Campli, alla luce del botta e risposta sulle questioni della ricostruzione a Castelnuovo, ha diffuso una nuova nota.
“Il Sindaco ha quasi 7 milioni di euro fermi da anni e mette a rischio il Comune per un possibile danno erariale di quasi 200 mila euro. Se lui è soddisfatto di questo disastro, noi siamo profondamente preoccupati per Campli”, si legge.
“Inoltre, spieghi perché l’Ente non ha ancora approvato il rendiconto 2025, perché ha rifiutato la presidenza dell’Unione dei Comuni e perché si trova a gestire un bilancio con zero euro in cassa.
Non si tratta di una semplice formalità: quando un Comune non approva il rendiconto rischia il commissariamento. Per questo rivolgiamo l’ennesimo appello al Prefetto affinché anche il Comune di Campli rispetti la legge.
Ma la vicenda che più di tutte racconta il metodo Agostinelli è quella di Castelnuovo.
Dopo otto anni dal finanziamento e due anni dal cambio del RUP, sul versante Siccagno non è stato aperto un solo giorno di cantiere. Il Sindaco si fa fotografare tra le ruspe impegnate nella costruzione di palazzine private, ma sulla messa in sicurezza del versante — l’opera attesa da otto anni e finanziata con milioni di euro pubblici — continua a non dire nulla.
Le priorità di un’amministrazione si comprendono da dove punta la telecamera: la ricostruzione delle abitazioni private procede, mentre l’intervento pubblico più importante resta fermo.
Oggi, però, arriva la beffa. E si tratta di una beffa enorme.
Proprio l’avvocato nominato Responsabile Unico del Procedimento dall’amministrazione Agostinelli ha dichiarato per iscritto, in atti ufficiali del Comune, di non possedere i requisiti tecnici necessari per svolgere quel ruolo e ha chiesto formalmente di essere sostituito da un tecnico.
In altre parole, a bocciare la scelta dell’amministrazione è la stessa persona nominata dal Sindaco.
Questo è il punto politico più grave. Per anni il Sindaco ha difeso una scelta sbagliata, ha rimosso un tecnico, ha ignorato contestazioni, pareri contrari e ricorsi. Oggi quella stessa scelta viene clamorosamente smentita dai fatti e proprio dal RUP nominato al suo posto.
La rimozione del precedente tecnico era stata contestata dalla stessa Segretaria comunale che, in un atto formale, aveva evidenziato la mancanza dei requisiti di legge per difetto di motivazione, prevedendo che il Comune, in giudizio, sarebbe con ogni probabilità uscito sconfitto.
Non sono bastati quel parere, due ulteriori pareri legali e il ricorso del dipendente rimosso. Il Sindaco è andato avanti comunque, sostituendo un ingegnere con un avvocato.
Ora il risultato è sotto gli occhi di tutti: l’opera è ferma, il RUP nominato chiede di essere sostituito perché non possiede i requisiti tecnici necessari e i cittadini rischiano di pagare il conto di una decisione amministrativa sbagliata fin dall’inizio.
Un conto fatto di parcelle legali già pagate dalle casse comunali e di una richiesta di risarcimento di circa 150 mila euro avanzata dall’ingegnere rimosso.
Agostinelli rischia di trascinare la propria Giunta in un vero e proprio precipizio politico e amministrativo su questa vicenda. Ai suoi assessori rivolgiamo un monito: non lo seguano su questa strada, perché potrebbero ritrovarsi a dover rispondere personalmente delle conseguenze di scelte tanto gravi.
Ancora più grave è il fatto che, a causa di scelte discutibili e dei ritardi che ne sono derivati, siano coinvolte anche le famiglie sgomberate, che ancora oggi non hanno alcuna certezza né una prospettiva temporale per il rientro nelle proprie abitazioni.
Per questo consigliamo maggiore prudenza e senso di responsabilità su questioni così serie, evitando battute e ironie sui colpi di sole quando sono in gioco gli interessi della comunità e le risorse dei cittadini”.



