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Teramo

L’ex presidente Ance Teramo Serafino Pulcini vince il “Festival della Canzone Ascolana”

Il brano “La guerra de li strëzzì” ha conquistato il primo posto

Grande successo per il poliedrico Serafino Pulcini alla XXI edizione del “Festival della Canzone Ascolana”, svoltasi in un Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno gremito di pubblico. Il brano “La guerra de li strëzzì”, scritto e musicato dallo stesso Pulcini, ha conquistato il primo posto della storica manifestazione dedicata alla canzone dialettale.

Ad interpretare il brano sul palco è stata la cantante ascolana Maria Chiara Sabbatini, accompagnata dal gruppo “Li Prëcuzzà”, in una esibizione intensa e particolarmente apprezzata dal pubblico e dalla giuria.

Serafino Pulcini, 79 anni, oltre ad essere autore della composizione, si è esibito dal vivo alla seconda fisarmonica, contribuendo direttamente alla performance che ha emozionato il Teatro Ventidio anche grazie alla proiezione di immagini dedicate agli effetti devastanti delle guerre, tema centrale della canzone.

Pulcini è una figura molto conosciuta non soltanto per il suo impegno artistico e culturale, ma anche per il lungo percorso professionale e associativo nel settore delle costruzioni. È stato infatti presidente di ANCE Teramo per ben due volte, ruolo nel quale ha rappresentato per anni il mondo dell’edilizia e delle imprese del territorio, distinguendosi per il forte impegno associativo e istituzionale.

Accanto a Maria Chiara Sabbatini si sono esibiti Achille Olivieri di Castellalto alla prima fisarmonica, Giulio Saccomandi alla viola e Francesco Censori al basso, dando vita ad un ensemble musicale di grande qualità.

Il “Festival della Canzone Ascolana”, giunto quest’anno alla XXI edizione, rappresenta una delle più importanti manifestazioni dedicate alla valorizzazione della lingua dialettale, della tradizione musicale e della cultura popolare del territorio piceno. Nato nei primi anni Duemila, il Festival ha progressivamente conquistato una riconosciuta rilevanza nazionale nel settore delle rassegne dialettali, diventando un punto di riferimento culturale capace di unire musica, identità territoriale e tradizione.

“È una canzone nata dal desiderio di trasmettere un messaggio di pace e di riflessione sulle sofferenze che ogni guerra porta con sé, soprattutto alle persone più semplici e indifese” ha affermato Serafino Pulcini al termine della manifestazione. “Dopo tanti anni di impegno professionale e associativo nel mondo dell’edilizia, continuo a credere che anche la cultura, la musica e le tradizioni siano strumenti fondamentali per tenere unite le persone e trasmettere valori alle nuove generazioni”.

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