ACCEDI AL CANALE WHATSAPP E RICEVI LE TOP NEWS DEL GIORNO:

ACCEDI AL CANALE
Abruzzo

Mercato del lavoro in Abruzzo: “Serve una riflessione sui salari e qualità dell’occupazione”

Abruzzo. Secondo la Uil Abruzzo, i dati diffusi in questi giorni dalla Cgia sulla difficoltà di reperimento del personale in Abruzzo aprono una riflessione che non può essere affrontata soltanto sul piano quantitativo: nel 2025, a fronte di 123.880 ingressi previsti nel mercato del lavoro, si è registrata una carenza di 39.459 candidati, evidenziando un significativo divario tra domanda e offerta di lavoro.

Il tema riguarda certamente competenze, formazione e incontro tra domanda e offerta, ma sempre di più anche la qualità e la chiarezza delle condizioni di lavoro proposte.

“La dignità del lavoro non può più essere un tema secondario. Se vogliamo ragionare davvero sull’attrattività delle offerte di lavoro, il salario deve tornare centrale”, sottolineano Valerio Camplone e Massimo Longaretti della segreteria regionale Uil Abruzzo.

Una riflessione che emerge anche dai dati Inps 2024. Nella regione risultano occupati 557.872 lavoratori che, complessivamente, hanno prodotto un reddito pari a circa 12,8 miliardi di euro. Il reddito medio annuo per occupato si attesta intorno ai 22.944 euro lordi, mentre il reddito medio settimanale è di circa 542 euro lordi, a fronte di oltre 42 settimane lavorate mediamente all’anno (invece che le classiche 52).

“Numeri che raccontano il tema della capacità delle retribuzioni di garantire qualità della vita, stabilità e prospettive di crescita professionale – sottolineano i segretari regionali -. Un elemento che incide inevitabilmente anche sulle difficoltà di reperimento del personale. Non è casuale, inoltre, che le maggiori criticità emergano nelle province dell’Aquila e di Teramo, dove le selezioni andate deserte superano il 34%. Si tratta di territori in cui si concentrano comparti oggi più esposti alla carenza di personale, come edilizia, manifattura e turismo, ma anche aree interne segnate da spopolamento e difficoltà di attrattività”.

Una riflessione, secondo la Uil, che non può prescindere neppure dal dato dei circa 39mila giovani Neet abruzzesi tra i 15 e i 34 anni, non occupati e non inseriti in percorsi di istruzione o formazione.

“Non possiamo ridurre tutto al racconto del giovane che non vuole lavorare. Esistono questioni legate alla trasparenza retributiva, alla precarietà e al diffuso ricorso al part-time involontario”, evidenziano Camplone e Longaretti.

In questo quadro assume particolare rilievo il recepimento della direttiva europea sulla trasparenza retributiva, che entro il 2026 introdurrà anche in Italia nuovi obblighi informativi nelle offerte di lavoro. Gli annunci dovranno indicare il livello salariale o almeno una fascia retributiva prevista per la posizione, oppure queste informazioni dovranno essere fornite prima del colloquio. Inoltre, non sarà più possibile chiedere ai candidati informazioni sulle retribuzioni percepite nei precedenti impieghi. A questo si aggiungono le novità introdotte dal Decreto Primo Maggio, che rafforzano il principio del giusto salario individuato dai contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative.

“Molte delle difficoltà evidenziate riguardano settori strategici per l’economia regionale, come edilizia, servizi, turismo, logistica, manifattura e utilities – concludono – è quindi necessario rafforzare politiche attive, formazione tecnica e professionale e strumenti come l’apprendistato, valorizzando qualità occupazionale, competenze e stabilità. Oggi la sfida non è soltanto creare lavoro, ma costruire un mercato del lavoro più trasparente, stabile e con salari dignitosi, capace di trattenere giovani e professionalità sul territorio regionale”.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio

Adblock rilevato

Hai Attivato un blocco delle nostre Adv. Cityrumors è un Giornale Gratuito. Se vuoi continuare a leggerlo e supportarlo, per favore non bloccare le nostre pubblicità. Grazie.