Tagli alla progressione economica dei sanitari, “penalizzate le Asl regionali”
Il commento di Fp Cgil e Uil Fpl

La FP CGIL Teramo e la UIL FPL Teramo tornano nuovamente a condannare il taglio delle somme derivanti dal c.d. Decreto Calabria, imposto dalla Regione alle quattro Asl abruzzesi relativamente alle annualità 2024 e 2025.
“Come avevamo ampiamente denunciato sin dall’anno scorso, fino ad arrivare a proclamare lo stato di agitazione, il taglio delle predette somme sta determinando ciò che era prevedibile, ovvero la riduzione del salario accessorio. Nella giornata di ieri, infatti, la Asl di Teramo ha pubblicato le graduatorie relative all’attribuzione delle progressioni economiche orizzontali per l’intera area del comparto, unica modalità di incremento stipendiale, ad eccezione del rinnovo contrattuale, a cui i dipendenti del SSN possono ambire. Come volevasi dimostrare, le ripercussioni della mancata erogazione da parte della Regione delle suddette somme, ha determinato una notevole riduzione della percentuale dei dipendenti che hanno conseguito la progressione economica. Conti alla mano la differenza dei dipendenti che hanno ottenuto la progressione economica rispetto alla penultima attribuzione è del 27%, in quanto la percentuale di dipendenti che la ottennero fu pari al 49% degli aventi diritto, contro il 22% di quest’ultima”.
Per i sindacati, “il taglio di tali somme alle aziende sanitarie, pertanto, ha determinato oltre al danno anche la beffa a carico dei dipendenti del SSN, se da un lato infatti essi non vedranno incrementarsi lo stipendio, il cui mancato importo andrà poi a determinare quella che sarà la futura pensione, dall’altro, come tutta la popolazione regionale, subiscono l’innalzamento dell’aliquota IRPEF stabilito dalla Regione a copertura del disavanzo generato in sanità. A quanto sopra riportato si aggiunga che tutti i dipendenti delle 4 Asl abruzzesi, dirigenza compresa, subiranno un’ulteriore importante decurtazione a carico della produttività collettiva, che la Asl di Teramo erogherà nel mese di Luglio, i cui importi si attesteranno sulla scorta di quanto ricevuto nel 2025, con una decurtazione tra il 60 ed il 70% rispetto alle somme percepite negli anni precedenti”.
Come FP CGIL e la UIL FPL, sia a livello locale che regionale, “abbiamo sin dall’inizio contestato questa che definiamo una scelta politica a danno dei lavoratori, consapevoli al tempo stesso che solo grazie ai nostri reiterati interventi, culminati nella proclamazione dello stato di agitazione, la Regione ha ripristinato l’erogazione di tali somme a favore delle ASL dall’anno corrente, comunicando nel contempo che rimarremo vigili ed attenti sugli sviluppi futuri, a salvaguardia della dignità lavorativa del personale dellasanità pubblica, donne e uomini che quotidianamente lavorano per tutelare un bene infinitamente prezioso qual è la salute”.



