
Corropoli. Una prima parte del progetto è prossimo a produrre effetti importanti per gli associati. Ma l’idea resta decisamente ambiziosa, in termini di vera transizione energetica, e si punta anche ad accrescere ambiti e potenzialità per una Cer (Comunità energetica rinnovabile), che già ora è ai prismi posti in Italia per potenza e numero di associati. Si chiama Cer Gabbiano, nata a Corropoli, che a breve metterà a disposizione degli associati quasi 2 MWp di impianti fotovoltaici.
L’associazione è stata costituita più di un anno fa ed è figlia del progetto del commercialista Andrea Vallese e dell’avvocato Tommaso Civitarese.
Idea, come sottolineano i soci fondatori, spontanea, priva di qualsiasi interesse di natura economico, politico o personalistico e che ha calamitato la partecipazione e l’interesse di tanti, tra questi anche quella di Pierluigi Latini.
“L’idea che ci ha spinto a questa iniziativa si fonda sull’esigenza di apportare un contributo sulle comunità locali e sulle future generazioni, mettendo a disposizione in maniera spontanea e volontaria le nostre competenze professionali ed esperienze nel settore della transizione ecologica”, sottolinea Andrea Vallese.
“L’oggetto sociale della nostra associazione è quello di fornire benefici ambientali, economici o sociali a livello di comunità agli Associati o alle aree locali in cui opera promuovendo e sostenendo lo sviluppo, l’uso e la diffusione delle energie rinnovabili e delle pratiche sostenibili, la tutela dell’ambiente, il miglioramento della qualità della vita e la riduzione dell’impatto ambientale mediante gli strumenti dell’Autoconsumo Diffuso”.
Nell’alveo dei progetti di gestione di CER che l’associazione sta portando avanti, riguarda la realizzazione sul territorio della Val Vibrata la di “CER GABBIANO” e che a breve metterà a disposizione degli associati quasi 2 MWp di impianti fotovoltaici. Si tratta di una misura straordinaria che collocherà la CER Gabbiano ai primi posti in Italia, come potenza e come numero di associati. Se si considera che questi impianti metteranno a disposizione della CER GABBIANO circa 2.900.000 kwh annui di energia elettrica condivisa e se si considera che secondo l’ARERA le famiglie di tre persone consumano in media 2.900 kwh all’anno, allora si può concludere che la CER Gabbiano, potrebbe consentire di aggregare e ridistribuire i benefici economici statati a circa 1.000 famiglie, così come imprese, enti locali, enti del terzo settore.
“Abbiamo però notato che la nostra iniziativa che intende realmente portare benefici, ambientali e sociali sui territori locali, si scontra con una rappresentazione dei benefici delle CER totalmente distorta da operatori che nutrono puri interessi economici.
Non ha infatti alcun senso quello di rispondere alle proposte commerciali che richiedono l’istallazione di un impianto per il proprio autoconsumo domestico od industriale sostenuto dalla partecipazione ad una CER. E’ evidente che se questo impianto sostiene soltanto il proprio autoconsumo, non potrà fornire alcun contributo concreto ad una CER.
Siamo favorevoli affinché sia stimolata la realizzazione degli impianti per l’autoconsumo domestico, imprenditoriale, pubblico, ma non siamo assolutamente d’accordo che ci sia un utilizzo distorto dello strumento CER, che al contrario, se non ostacolato od osteggiato, darà enormi benefici nel lungo periodo alle comunità locali. Purtroppo, il discredito e la falsa informazione sono oggi le principali variabili che trattengono a partecipare alle CER.
Peraltro veniamo fuori dai fumi del superbonus 110% e chiaramente è difficile convincere le persone ad aggregarsi in progetti dove si promettono solo benefici.
Anche i Sindaci che dovrebbero essere i principali portatori di questi progetti sono molto restii dovendosi caricare della complessità di questi progetti e delle contestazioni dei proprio cittadini che generalmente sono avversi agli impianti FER per motivi ideologici, ma che rappresentano il consenso verso una amministrazione locale”.
L’AICER ETS però è un progetto democratico, partecipato e con una visione di sostenibilità nel lungo periodo.
A titolo di esempio, gli associati deliberano le scelte ambientali e sociali dell’associazione. Le cariche sociali sono mutevoli nel tempo.
Aggiungo peraltro che la ripartizione dei benefici economici non avviene sulla base di una mera assegnazione “a priori” ma avviene attraverso la misurazione dei comportamenti virtuosi adottati dai membri. Se un membro consuma maggiore energia elettrica nei momenti di picco della produzione, viene premiato. Se riduce il suo consumo di energia, viene premiato. Ma i parametri sono tanti e tutti costruiti per sostenere i soggetti più virtuosi. A tal fine stiamo sviluppando un’app con l’aiuto di un nostro volontario informatico che di fatto da la possibilità ad ogni associato di verificare sul proprio cellulare l’andamento dei suoi comportamenti. Non il mero dato dell’energia prodotta e consumata ma quanto sei stato bravo ad ottimizzare i consumi con la produzione e più sei bravo e più ottieni benefici economici superiori rispetto a quelli meno bravi”.



