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Famiglia nel bosco, “Catherine e Nathan non sono in grado di essere genitori”

Depositata ieri perizia della psichiatra

Una bozza di perizia sarebbe stata depositata ieri dalla psichiatra Simona Ceccoli, la perita nominata dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila nell’ambito della consulenza tecnica d’ufficio sulla ‘Famiglia nel bosco’ di Palmoli, e nel documento (196 pagine) la conclusione sarebbe che Catherine e Nathan, almeno al momento, non sono in grado di fare il mestiere di madre e di padre.

E’ quanto riferiscono oggi Il Centro e La Repubblica.

Tecnicamente, quindi, i consulenti di parte nominati dagli avvocati Femminella e Solinas che assistono la coppia – alla quale è stata sospesa la responsabilità genitoriale nel novembre scorso – dovranno presentare osservazioni entro trenta giorni. Poi, scrive Il Centro, Ceccoli avrà un altro mese per la relazione definitiva. “L’ipotesi più
probabile è che venga avviato un percorso – impossibile dire quanto lungo – finalizzato al ricongiungimento. L’unica strada alternativa sarebbe la decadenza della responsabilità genitoriale e, dunque, la dichiarazione di adottabilità dei tre piccoli”.

Dal documento di Ceccoli, scrive La Repubblica, emerge che dai test somministrati nell’ambito della perizia psichiatrica e personologica appare “una rappresentazione instabile, incoerente, con età non congrue” della famiglia e si intravvedono figure genitoriali “immature e poco strutturate”.

Per i bambini il padre e la madre “hanno dieci anni”. E nel disegno della “Famiglia immaginaria”, ci sono solo animali, “segno di una sofferenza”.

Il Centro ripropone poi l’intervento di Daniela Chieffo, direttrice della Psicologia clinica del ‘Gemelli’ di Roma, pronunciato alla Camera la settimana scorsa all’incontro “Il calvario della Famiglia nel bosco’, promosso dalla presidente della Commissione Infanzia Michela Vittoria Brambilla.

“Abbiamo tre bambini che sicuramente stanno vivendo un trauma – aveva sottolineato Chieffo -. Sono due le forme di trauma. La prima è l’allontanamento dal loro ambiente, dal loro ecosistema che non c’è più. La seconda è l’allontanamento dei genitori, un trauma irreversibile. E sapete che cosa succede anche, sulla base della
letteratura? Accade che questi bambini sono destinati a sviluppare una psicopatologia”. Per Chieffo, si tratta di bambini “che possono diventare ragazzi con disturbi antisociali, disturbi di depressione, funzionamento cognitivo alterato, disregolazione e anche fenomeni dissociativi”.

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