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Teramo

Roseto, orari dei consigli comunali: la replica dei gruppi di maggioranza

Roseto. Chiariamo subito una cosa: i consigli comunali convocati di mattina sono l’eccezione, non la regola. Quando la conferenza dei capigruppo (non la Presidente del consiglio) decide per quell’orario, lo fa perché la materia è complessa e Di Giuseppe potrebbe saperlo, se solo si degnasse di partecipare a queste riunioni.

Ad esempio, le controdeduzioni alle osservazioni al Piano Demaniale hanno visto l’assise impegnata in 10 ore filate di discussione. In un lasso di tempo così ampio il consigliere Di Giuseppe non ha trovato il tempo di presentarsi o quantomeno collegarsi, neanche a lavori in corso, neanche nel pomeriggio.
La replica è quella dei gruppi di maggioranza consiliare al Comune di Roseto, dopo le esternazioni del capogruppo di Fratelli d’Italia.

“A questo punto una domanda sorge spontanea: se un consiglio dura 10 ore, a che ora Di Giuseppe vorrebbe iniziare? Alle 18:00, per aggiornarci alle 4 del mattino? Attendiamo proposte di orario compatibili, ovviamente da portare in sede di Conferenza dei Capigruppo dove però la sua ultima partecipazione risale al 2023.

Detto questo, prendiamo atto che il problema non è l’orario delle convocazioni. Visto che anche le sedute pomeridiane registrano spesso la sua presenza in modalità “mordi e fuggi”. Nel corso di uno degli ultimi Consigli, ad esempio, questo è stato il contributo del Consigliere Di Giuseppe: comparsa dalla porta, 10 minuti in aula, zero voti, zero interventi nel merito. Solo un vizio di forma sollevato en passant, prima di andare via. Stesso copione da remoto: collegamenti lampo, spesso con telecamera spenta. Per non parlare, poi, delle Commissioni Urbanistiche, delle Conferenze dei Capigruppo e del Tavolo del Turismo dove la sua assenza è oramai una costante, a prescindere dall’orario e dal giorno di convocazione. Quindi il nodo non è l’orologio. È che quando c’è da discutere nel merito, Di Giuseppe è già al “prossimo impegno”.

Noi intanto restiamo qui. Anche di mattina, nonostante non manchino anche per noi impegni lavorativi, professionali e familiari, perché abbiamo scelto di candidarci, di servire la comunità e abbiamo il dovere di lavorare tutti i giorni, anche per dieci ore di fila, per lo sviluppo e il bene della nostra città”.

 

Di Giuseppe (FDI): Sono il chiodo fisso dell’amministrazione Nugnes. Ma mentre si occupano ossessivamente di me, c’è una città che aspetta risposte.

“Più leggiamo i comunicati della maggioranza Nugnes, più appare evidente una verità molto semplice: il loro vero problema non è l’opposizione, non sono i provvedimenti, non è nemmeno il confronto politico. Il loro vero problema sono io. Sono diventato il loro chiodo fisso. Mi dedicano una quantità di attenzione che sarebbe molto più utile se venisse riservata ai problemi reali di Roseto, ai cittadini, alle esigenze concrete della città”.

Così Francesco Di Giuseppe, capogruppo di FDI, che torna a replicare agli attacchi della maggioranza.

“Da giorni, anzi anni, non fanno altro che parlare di me, delle mie presenze, dei miei spostamenti, dei miei impegni, dei miei orari. È un’ossessione politica che tradisce nervosismo e preoccupazione. E soprattutto dimostra che, sul merito, hanno ben poco da dire. Perché quando una maggioranza smette di parlare della città e comincia a parlare solo di un consigliere di opposizione, vuol dire che ha perso completamente il senso delle proporzioni”.

“Persino l’episodio che richiamano in maniera polemica si ritorce contro di loro. Perché la verità è molto semplice: quel giorno ero appena atterrato e la prima cosa che ho fatto è stata raggiungere il Consiglio comunale. Non sono andato altrove, non mi sono sottratto, non mi sono nascosto. Sono arrivato appena mi è stato possibile. E loro trasformano perfino questo in un argomento di attacco. È abbastanza eloquente del livello a cui è scesa questa maggioranza”.

“Non ho alcuna intenzione di giustificarmi davanti a chi usa sistematicamente la polemica personale come arma di distrazione. Anche perché, prima di parlare, dovrebbero conoscere almeno le regole più elementari: non tutti vivono nelle stesse condizioni lavorative, non tutti possono assentarsi con la stessa facilità, non tutti godono degli stessi margini organizzativi. Esiste una differenza evidente tra chi lavora in contesti che consentono una gestione più flessibile degli impegni istituzionali e chi invece opera all’estero, con responsabilità e vincoli professionali diversi. Ma evidentemente, pur di attaccare, si finge di non capire anche ciò che è ovvio e che è già stato detto in precedenza, ma evidentemente hanno la memoria corta”.

“La realtà è che questa maggioranza ha scelto di concentrare energie, comunicati e dichiarazioni su di me, invece che sulle questioni che interessano davvero i cittadini. E allora una domanda sorge spontanea: perché non dedicano a Roseto la stessa attenzione maniacale che dedicano alla mia persona? Perché non mettono la stessa insistenza, la stessa foga e la stessa continuità nell’affrontare i problemi della città? Sarebbe molto più utile ai rosetani”.

“Continuino pure a fare di me il centro dei loro comunicati. Continuino pure a inseguire polemiche personali. Ogni loro dichiarazione conferma una sola cosa: sono più preoccupati dell’alternativa politica che stiamo costruendo che delle risposte da dare alla città. Noi, al contrario, continuiamo a fare il nostro lavoro con serietà, senza ossessioni e senza perdere di vista la cosa più importante: Roseto e i suoi cittadini”.

 

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