
Abruzzo. La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha comunicato di aver sciolto ogni riserva sulla questione dello smaltimento delle 1.000 tonnellate di nafta pesante stoccate nei Laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso per l’esperimento LVD, dando un segnale importante e atteso per la sicurezza dell’acquifero e dell’intero sistema Gran Sasso.
Un risultato che arriva al termine di un lungo lavoro istituzionale, nel quale un ruolo decisivo è stato svolto dalla Regione Abruzzo e dal Commissario straordinario di Governo per la sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso, Pierluigi Caputi, che da tempo avevano sollecitato con determinazione l’avvio delle procedure necessarie per la rimozione delle sostanze pericolose e la dismissione delle strutture non più compatibili con il quadro di sicurezza richiesto.
Nella lettera trasmessa oggi, la Presidenza del Consiglio ha risposto positivamente al sollecito inviato lo scorso 25 ottobre dal Commissario Caputi, chiarendo inoltre che non sussistono ostacoli allo smaltimento del materiale, neppure alla luce dei precedenti accordi internazionali che avevano consentito la realizzazione dell’esperimento, andando così a superare le questioni giuridiche complesse, lgate ad aspetti contrattuali, relativi all’esperimento e dovute alla guerra in Ucraina. L’Agenzia delle Dogane ha affermato che non vi sono vincoli allo smaltimento del materiale anche direttamente da parte dell’INFN.
Questo passaggio consente ora di procedere con maggiore speditezza verso la rimozione di un fattore di rischio che per anni ha alimentato preoccupazione tra istituzioni, cittadini e comunità locali.
La Regione Abruzzo ha seguito con attenzione e costanza tutta la vicenda, sostenendo ogni iniziativa utile a riportare piena sicurezza in un’area strategica per il territorio e per l’approvvigionamento idrico di migliaia di cittadini.
Il lavoro congiunto tra Regione, Commissario e Governo ha consentito di superare criticità tecniche e giuridiche che per troppo tempo avevano rallentato una soluzione non più rinviabile.
Un passaggio che potrà contribuire anche a semplificare il quadro complessivo degli adempimenti connessi alla normativa Seveso, favorendo così il prosieguo delle attività dedicate alla tutela dell’acquifero e alla sicurezza del sistema Gran Sasso.
“Adesso sarà nostro compito vigilare, monitorare e stimolare con la massima attenzione le attività dei Laboratori del Gran Sasso, affinché le operazioni procedano rapidamente e in piena sicurezza. È fondamentale che i materiali vengano rimossi e smaltiti correttamente, perché così potremo proseguire con maggiore efficacia tutto il lavoro legato alla messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso. Il superamento di questa criticità renderà più semplice l’intero percorso e consentirà di concentrare gli sforzi sugli interventi necessari, senza il peso degli obblighi connessi alla precedente classificazione di rischio”, ha dichiarato il commissario Pierluigi Caputi.



