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Teramo

Tortoreto, digitalizzazione per quasi mezzo milione: ma ai consiglieri servono ancora le chiavette USB. La polemica

Tortoreto. “Nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale l’assessore alla transizione digitale Giorgio Ripani ha dichiarato che il Comune di Tortoreto ha impegnato “417.594,20 euro” di fondi PNRR per la digitalizzazione della pubblica amministrazione, a cui si aggiungono 77.403 euro del bando “Risorse in Comune” per il potenziamento dei server, della rete interna, dei firewall e delle postazioni informatiche”.

Inizia così una nota diffusa, a margine dell’ultima seduta consiliare, dal consigliere di minoranza, Mauro Di Bonaventura.

“Parliamo di una cifra che, tra fondi PNRR e altri finanziamenti, si avvicina al mezzo milione di euro: non sono briciole. È quindi del tutto contraddittorio che, a ogni nuovo piccolo contributo per la digitalizzazione, l’amministrazione si affretti a diffondere comunicati roboanti e autocelebrativi, salvo poi dimostrare, nei fatti, di non essere in grado di garantire neppure le funzioni più semplici, come l’invio telematico della documentazione ai consiglieri comunali tramite PEC, come avvenuto per l’ultima richiesta di accesso agli atti conclusa con l’invito a presentarsi in Comune con una chiavetta USB.

Nella sua risposta in aula, l’assessore ha motivato questa scelta con il “peso eccessivo degli allegati alle PEC” e con sistemi di archiviazione “non adatti” a contenere documenti che potrebbero includere dati sensibili, sostenendo addirittura che la consegna su chiavetta USB sarebbe “più efficiente” e non presenterebbe criticità per la trasparenza. Una tesi difficilmente conciliabile con gli obiettivi della pubblica amministrazione digitale e con il senso stesso degli investimenti PNRR, che dovrebbero servire proprio a superare questi limiti organizzativi e tecnologici.

Quanto alla “piena funzionalità” del sito e alla sua conformità alle linee guida AgID, è bene ricordare che gli obblighi di pubblicare online atti, provvedimenti e documenti di programmazione non nascono certo con il PNRR, ma discendono da anni dalla normativa sulla trasparenza amministrativa, a partire dal decreto legislativo 33/2013 e dalle successive modifiche. Il fatto che oggi delibere e determine siano accessibili dal sito del Comune non è quindi un merito straordinario di questa amministrazione né un risultato dei fondi PNRR, ma un adempimento dovuto per legge da oltre un decennio.

Se, dopo centinaia di migliaia di euro spesi, il Comune non riesce ancora a garantire l’invio telematico sicuro e strutturato di documenti ai consiglieri comunali e continua a chiedere l’uso di chiavette USB per l’accesso agli atti, significa che qualcosa nella pianificazione, nelle priorità o nell’attuazione dei progetti di digitalizzazione non sta funzionando come dovrebbe. La digitalizzazione non può fermarsi agli slogan, ai nuovi siti internet o ai “Punti digitali facili”: deve tradursi in servizi concreti, quotidiani, semplici ed efficaci, a partire proprio dai rapporti tra amministrazione e rappresentanti eletti.

Per questi motivi ritengo necessario rivedere in modo critico l’utilizzo delle risorse destinate alla trasformazione digitale e chiedere che una parte significativa degli investimenti venga finalizzata a garantire procedure davvero moderne e trasparenti per l’accesso agli atti e lo scambio di documentazione tra uffici e consiglieri, superando definitivamente la logica della chiavetta USB in un Comune che rivendica di essere “pienamente digitalizzato”.

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