Atri, “Pnrr a orologeria: scuola e bilancio a rischio”
A dirlo il coordinatore del Circolo "Terre del Cerrano", Gianluigi Antonelli

“Ad Atri è in corso la costruzione della nuova scuola media che deve sostituire quella attuale, da demolire. È un’opera da oltre 5 milioni di euro già avviata con pagamenti significativi effettuati e con una scadenza precisa davanti a sé: il 30 giugno 2026, data entro cui i lavori devono risultare conclusi per mantenere i finanziamenti del PNRR”.
Esordisce così in una nota il coordinatore di Atri del Circolo Terre del Cerrano, Gianluigi Antonelli.
“Se quella data verrà superata senza che la scuola sia finita, i fondi europei non copriranno più la parte di lavori ancora da eseguire e il Comune sarà costretto a sborsare milioni di euro per completare l’opera, con il rischio concreto di dover restituire i fondi già ricevuti. Si rischierebbe di entrare in una crisi finanziaria pro capite tra le più pesanti mai registrate in Italia. Non si tratta di un rischio remoto, si sta realmente rischiando una spirale di debiti e rigidità finanziarie insormontabili”.
“Una situazione del genere non produrrebbe solo effetti immediati, ma comprometterebbe per anni la capacità del Comune di mantenere il proprio patrimonio, costringendo a rinviare manutenzioni, bloccare interventi indispensabili e ridurre progressivamente la qualità dei servizi e della vita quotidiana dell’intera comunità”.
E ancora: “Nel frattempo, la vecchia scuola non sarà più fruibile poiché dovrà essere abbattuta, e l’intero equilibrio del sistema scolastico cittadino dipenderà dal completamento del nuovo edificio nei tempi previsti. Ogni minimo ritardo rischia infatti di trasformare il percorso scolastico in un lungo calvario fatto di soluzioni temporanee, spostamenti continui e disagi destinati a pesare gravemente sulle alunne e sugli alunni, sulle famiglie e sul personale scolastico. Disagi che lo stesso sindaco Ferretti, con un proprio comunicato diffuso nelle scorse settimane, aveva già lasciato intendere, mettendo di fatto le mani avanti rispetto alle possibili difficoltà organizzative future”.
“Per queste ragioni cresce una preoccupazione profonda tra cittadine e cittadini, che hanno il diritto di conoscere con chiarezza lo stato reale dei lavori, i tempi effettivi del cantiere, le garanzie e i rischi concreti rispetto alla scadenza del 30 giugno 2026, perché quando sono in gioco il patrimonio pubblico e il futuro della scuola, la trasparenza non è un favore ma un obbligo verso la comunità, e ogni silenzio o ambiguità non fa che aumentare il timore che la città possa trovarsi davanti a conseguenze economiche e scolastiche difficili da gestire per molti anni”, conclude Antonelli.



