Coinceneritore a Casoli, chiesta la Commissione di Vigilanza in Regione
Per il comitato Voci del Territorio è necessario per fare chiarezza

Atri. Sulla vicenda dell’impianto di coincenerimento previsto in contrada Stracca ad Atri si apre ora un nuovo fronte istituzionale.
“Dopo la lettera inviata al Presidente della Regione e al Consiglio regionale dal Comitato Voci del Territorio, il consigliere regionale Alessio Monaco ha richiesto la convocazione della Commissione di Vigilanza per fare chiarezza sia sul mancato deposito di atti nei fascicoli dei ricorsi al TAR sia sulle difformità dell’autorizzazione rilasciata, che avrebbe esteso il conferimento di rifiuti anche da soggetti terzi. La Commissione, se convocata, potrà ascoltare il Comitato, i sindaci di Atri, Pineto e Roseto e gli uffici regionali competenti”.
A dirlo proprio il comitato cittadino Voci del Territorio. Sul punto si erano già dichiarati i Comuni interessati dal progetto.
“Abbiamo avuto sin da subito il sentore che l’ufficio avesse sbagliato a depositare gli atti e che avesse erroneamente depositato la relazione relativa al nostro ricorso sul fascicolo del ricorso del Comune di Atri. Ancora più sconcertante è che nessuna relazione sia stata prodotta per il ricorso del Comune di Atri e dei sostenitori ad adiuvandum, come se l’ufficio abbia recepito una sola ordinanza e non sappia neppure che i ricorsi sono due e sono distinti fra di loro. Non è accettabile che un ufficio pubblico tratti argomenti così importanti con tale leggerezza ed è per questo che abbiamo voluto vederci chiaro e abbiamo inviato una lettera a Marsilio e a tutto il Consiglio Regionale chiedendo la vigilanza e appellandoci al principio di precauzione e agli articoli 6 e 7 dello statuto della Regione Abruzzo che promuovono lo sviluppo sostenibile e la tutela della qualità della vita dei cittadini abruzzesi”.
“Quest’autorizzazione così rilasciata che concede più del dovuto, ovvero il conferimento dei rifiuti da terzi, come un inceneritore vero e proprio, non spiana la strada alla costruzione, in ogni parte d’Abruzzo, di piccoli inceneritori privati aziendali che risolvono in casa il problema dei rifiuti e magari guadagnano dal conferimento da terzi? E la definizione di coinceneritore, senza un riferimento a normativa chiara, non serve solo ad eludere le norme sulla distanza dalle case e le valutazioni di impatto ambientale? Queste le domande che ci poniamo nella lettera al Governatore”.
“Abbiamo bisogno di rassicurazioni e della certezza che la salute nostra e dei nostri figli, di tutti, non sia in pericolo. Già condividiamo il nostro ambiente con la zona industriale e sappiamo meglio di chiunque altro che il progresso ha bisogno di spazi ma non per questo dobbiamo sacrificare la qualità della vita di una comunità che abita questo territorio da secoli, da molto prima che esistessero gli insediamenti produttivi. Siamo sicuri che lo sviluppo può essere sostenibile se si fanno le scelte giuste. Confidiamo nell’appoggio di tutto il Consiglio regionale e anche del Governatore Marsilio il primo a dover tutelare la nostra salute e la qualità della nostra vita”, conclude il Comitato cittadino.



