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Teramo

Frana di Silvi, il sindaco Scordella lamenta il clima di odio

Silvi. Non c’è solo il rumore della terra che scivola a scuotere Silvi Paese: al momento, secondo i geologi, la situazione sembra stabilizzata, ma il ‘processo’ di piazza sulla prevenzione è appena iniziato.

Nelle ultime ore, al dramma degli sfollati e delle case implose, si è aggiunto un durissimo scontro frontale tra i cittadini e l’amministrazione comunale.
Un clima incandescente che, dopo i battibecchi verbali sul luogo del disastro, è rimbalzato sui social con una presa di posizione netta del primo cittadino, Andrea Scordella.
Il nervosismo è esploso durante un sopralluogo ieri mattina in via Santa Lucia. Alcuni residenti, esasperati dalla perdita delle proprie abitazioni e preoccupati per il futuro del borgo, hanno incalzato il sindaco con domande dirette e cariche di tensione. Il punto centrale della contestazione riguarda la tempistica della chiusura della strada provinciale 29. “È stata chiusa prima la strada o è venuta giù la strada come conseguenza?”, hanno urlato alcuni presenti, mostrando foto risalenti al 25 gennaio che testimonierebbero crepe già profonde mesi fa. La critica è feroce: “C’erano persone dentro casa fino a ieri sera, lo capisce o no?” è stato il grido di chi ritiene che l’area dovesse essere interdetta molto prima. Di fronte ai tentativi di spiegazione tecnica del sindaco, la replica è stata secca: “Delle valutazioni tecniche non ci interessa, diteci cosa farete ora”.
Dopo il confronto ravvicinato, il sindaco Scordella ha affidato ai social uno sfogo amaro, parlando di un “clima d’odio” che starebbe inquinando la gestione dell’emergenza.
“Mettersi al servizio della comunità, lavorando in silenzio e preservando l’incolumità pubblica non può essere bistrattato da chi non sa nemmeno di cosa stiamo parlando”, ha scritto il primo cittadino, rivendicando la correttezza dell’operato degli uffici. “Ci sono competenze e professionalità che vanno rispettate. Sono sereno perché abbiamo fatto il massimo e lo continueremo a fare”. Scordella non ha risparmiato stoccate a chi lo accusa di negligenza: “Siamo convinti che la giustizia farà il suo corso se ne ravviserà delle responsabilità, ma certamente oggi non si può giudicare con la lingua lunga e l’ignoranza”.

 

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