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Teramo

Il rispetto per il servizio pubblico è una questione di civiltà: l’intervento

Teramo. Non è più sufficiente limitarsi a esprimere solidarietà a chi, ogni giorno, è esposto a episodi di violenza e delegittimazione nello svolgimento del proprio lavoro al servizio della collettività.

Accanto alle aggressioni fisiche si diffonde un clima di sfiducia e ostilità che attraversa il linguaggio quotidiano e il dibattito pubblico, normalizzando l’insulto e mettendo in discussione il valore stesso del servizio pubblico.
Questo fenomeno non riguarda solo la sanità, ma coinvolge anche la scuola, dove insegnanti e personale educativo sono sempre più spesso esposti a perdita di autorevolezza e aggressività. Sanità e istruzione, pilastri del welfare, vengono così indeboliti non solo da criticità strutturali, ma da un progressivo venir meno del rispetto e del riconoscimento sociale.
Chi opera nel servizio pubblico non è un bersaglio, ma un rappresentante dello Stato. Colpirne la dignità significa minare il patto di fiducia tra cittadini e istituzioni e compromettere la capacità di garantire diritti fondamentali come la salute e l’istruzione.
Esprimiamo la nostra piena solidarietà a tutti gli operatori sanitari e al personale del mondo dell’istruzione, che ogni giorno assicurano con professionalità e senso del dovere l’erogazione del welfare nelle vite di ciascuno di noi.
Difendere loro significa difendere lo Stato e i valori su cui si fonda una società civile.
Così in una nota Alessandro Grimaldi, segretario regionale di Anaao Assomed e del segretario aziendale Asl Teramo, Guevar Maselli.

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