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Dissesto Comune Chieti. Mariani: inopportuno che Di Primio resti difensore civico

Abruzzo. “La conferma in appello della condanna dell’ex Sindaco Umberto Di Primio sul dissesto del Comune di Chieti segna un passaggio fondamentale su una vicenda che per troppo tempo è stata oggetto di letture ambigue e di tentativi di scaricare altrove responsabilità che oggi risultano invece chiare e circostanziate nel tempo”. Così Sandro Mariani, Consigliere Regionale del Partito Democratico e Presidente della Commissione Vigilanza della Regione Abruzzo.

“Il dissesto è figlio di una precisa stagione amministrativa e di scelte politiche riconducibili alla guida dell’allora Sindaco, oggi Difensore Civico della Regione Abruzzo, Umberto Di Primio. A pagare, però, sono stati i cittadini teatini: servizi ridotti, tasse e tariffe aumentate, sacrifici imposti a famiglie e imprese. È bene ribadirlo con forza: quelle responsabilità appartengono a chi amministrava in quel periodo e non possono essere confuse né, tantomeno, scaricate sull’attuale amministrazione, che ne ha invece dovuto gestire le pesanti conseguenze” sottolinea Mariani.

“Alla luce della sentenza, risulta ancora più evidente come fossero già presenti, sin dal primo grado, i presupposti per l’interdittiva immediata e decennale prevista dal TUEL, con il conseguente divieto di ricoprire cariche pubbliche elettive o di assumerne di nuove per dieci anni”.

“In questo quadro, appare francamente incomprensibile – oltre che istituzionalmente inopportuno – che l’avvocato Di Primio continui a ricoprire il ruolo di Difensore Civico regionale. Parliamo di una figura di garanzia, chiamata a tutelare i diritti dei cittadini e a rappresentare un punto di riferimento di imparzialità e credibilità: un ruolo che mal si concilia con una condizione così chiaramente delineata da una sentenza che censura l’operato dell’allora Sindaco sotto il profilo della gestione della cosa pubblica” ribadisce il Consigliere Regionale del PD.

“Ci si sarebbe aspettati un gesto di responsabilità già all’indomani della sentenza di primo grado. Non si tratta di una valutazione politica di parte, ma di un’esigenza minima di rispetto delle istituzioni e dei cittadini, che quelle istituzioni devono poter considerare credibili e autorevoli. Ritengo, pertanto, che il Difensore Civico debba compiere le opportune riflessioni sull’incarico retribuito di alta rilevanza pubblica che tutt’ora ricopre in nome e per conto dei cittadini abruzzesi”.

“Desidero inoltre esprimere piena vicinanza al Sindaco di Chieti, Diego Ferrara, che in questi anni ha affrontato con dignità e senso delle istituzioni una situazione estremamente complessa” aggiunge il Consigliere Mariani. “Ha avuto il coraggio di parlare ai cittadini con franchezza, senza filtri, rappresentando la reale condizione di dissesto dell’Ente e le difficoltà concrete che ne derivano, lavorando al contempo per garantire la continuità amministrativa e la tenuta dei servizi, e sopportando la spada di Damocle del procedimento presso la Corte dei Conti senza tirarsi indietro”.

“Per queste ragioni – conclude Mariani – attiverò tutte le verifiche necessarie nelle sedi competenti del Consiglio Regionale per accertare l’eventuale sussistenza di cause di incompatibilità o decadenza. Su temi come questi non possono esserci zone grigie: serve chiarezza, trasparenza e pieno rispetto delle istituzioni e delle loro regole”.

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