
Autismo Abruzzo accoglie con interesse la notizia dell’accordo siglato da INPS Regione Abruzzo nell’ambito del progetto “Inps in rete per l’inclusione”, realizzato insieme ad Anci Abruzzo, Coordinamento Caritas Abruzzo, Comunità di Sant’Egidio Acap APS e Croce Rossa Italiana – Comitato regionale Abruzzo, con il coinvolgimento degli Uffici comunali per le Politiche sociali e degli Enti del Terzo settore.
Ogni iniziativa volta a intercettare situazioni di marginalità e a facilitare l’accesso ai servizi rappresenta un passo significativo verso una pubblica amministrazione più vicina ai cittadini.
Tuttavia, tra le fragilità vi sono anche – e in misura rilevante – le famiglie con persone autistiche. E proprio queste famiglie, ancora oggi, affrontano quotidianamente burocrazia, disomogeneità valutative e un contenzioso crescente per ottenere prestazioni che dovrebbero
essere riconosciute in modo semplice, uniforme e tempestivo.
Dal 2023 Autismo Abruzzo sollecita formalmente INPS Regione Abruzzo affinché venga attivata una collaborazione stabile finalizzata alla semplificazione dell’accesso alle prestazioni e alle procedure per le persone nello spettro autistico.
Abbiamo chiesto di replicare in Abruzzo il protocollo già sottoscritto tra INPS e Regione Campania, che ha individuato realtà sanitarie qualificate per la valutazione dell’autismo e introdotto modalità operative in grado di ridurre il contenzioso e garantire maggiore uniformità
nelle decisioni.
Ad oggi, però, in Abruzzo le famiglie continuano a vivere una situazione di forte criticità. Le difficoltà non riguardano solo la complessità normativa, ma soprattutto la sua applicazione concreta.
Tra i problemi più ricorrenti si segnalano:
● inapplicazione o applicazione disomogenea delle circolari INPS da parte delle
Commissioni mediche;
● valutazioni non coerenti con la documentazione clinica specialistica prodotta;
● ritardi nell’aggiornamento dei verbali, anche a seguito di decisioni giudiziarie;
● inosservanza dei decreti di omologa emessi dai Giudici;
● ricorso frequente al Giudice per il riconoscimento di indennità di frequenza e indennità
di accompagnamento, con aggravio economico e psicologico per le famiglie;
● difficoltà di accesso agli sportelli, fisici e digitali, per nuclei familiari già fortemente
provati dalla gestione quotidiana della disabilità.
Molto spesso i ricorsi nascono dalla mancata applicazione di direttive già emanate dall’Ente
stesso: un cortocircuito istituzionale che alimenta un contenzioso evitabile e produce sfiducia.
L’avvio incerto della riforma sulla Disabilità rende ancora più urgente una regia chiara e
condivisa tra INPS, Assessorato alla Sanità e Assessorato alle Politiche Sociali della
Regione Abruzzo.
Occorre dunque:
● garantire formazione, uniformità e aggiornamento operativo delle Commissioni
mediche;
● assicurare la piena applicazione di circolari e direttive INPS;
● attivare uno sportello dedicato all’autismo;
● sottoscrivere un protocollo regionale sul modello Campania per semplificare le
valutazioni e ridurre il contenzioso.
Se l’obiettivo è davvero raggiungere chi è in difficoltà, allora bisogna partire da chi oggi è
costretto a ricorrere al Giudice per vedere applicate circolari INPS, aggiornare verbali e ottenere
l’esecuzione di decreti di omologa. Le famiglie con autismo non chiedono privilegi: chiedono che
le regole siano applicate, che le decisioni siano uniformi, che i diritti siano riconosciuti senza
trasformarsi in una guerra. Autismo Abruzzo è pronta da subito a collaborare ed auspica una
risposta concreta, con tempi certi e strumenti dedicati.



