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Abruzzo

Personale e fondi Protezione Civile: Abruzzo Insieme incalza

Abruzzo. Prosegue la presa di posizione relativamente agli straordinari dei dipendenti della protezione civile abruzzese.

Il gruppo regionale di Abruzzo Insieme (Giovanni Cavallari, Vincenzo Menna) torna sull’argomento.

“Il punto da cui siamo partiti resta intatto: la decisione di limitare il riconoscimento dello straordinario ai dipendenti impegnati nei progetti europei colpisce personale altamente qualificato e disincentiva attività finanziate con fondi dedicati, che non gravano sul bilancio ordinario”, si legge in una nota.

Ma oggi il quadro è ancora più grave.

Il Piano Integrato di Attività (PIAO) e Organizzazione 2026, approvato dal Direttore dell’Agenzia il 31 gennaio scorso come previsto dalla legge, certifica una carenza di 21 unità di personale, pari al 40% dell’organico attuale, e la mancanza di due dirigenti, tra cui quello del Servizio Emergenze.

Il Servizio Emergenze non ha né dirigente né responsabile di ufficio, il che significa che, in caso di calamità, non esiste una catena di comando formalmente definita. Questo è un fatto amministrativo, non una valutazione politica.

La carenza di personale determina inoltre gravi difficoltà nella copertura delle turnazioni e della reperibilità del Centro Funzionale, la struttura che monitora il rischio meteorologico e idrogeologico ed emette le allerte ai Sindaci, come segnalato più volte dai responsabili di ufficio tramite note formali e verbali interni. Le stesse criticità riguardano la sala operativa, cuore del coordinamento nelle fasi emergenziali.

Tradotto in termini semplici: con il 40% di personale in meno, senza dirigenti e con turnazioni scoperte, il sistema di allertamento e risposta rischia di reggersi sull’emergenza permanente.

A peggiorare il quadro, il Piano Integrato risulta approvato senza adeguata copertura finanziaria, impedendo all’Agenzia di procedere alle assunzioni necessarie per colmare le carenze già certificate.

Siamo davanti a un paradosso amministrativo e politico: si certifica una carenza del 40% del personale, ma non si garantiscono le risorse per superarla.

In questo contesto, limitare la partecipazione ai progetti europei o comprimere il riconoscimento dello straordinario appare inefficace e miope. Non si colma una carenza strutturale riducendo le missioni o limitando lo smart working, e non si rafforza una struttura indebolendo ulteriormente la motivazione interna.

Un ulteriore elemento da sottolineare: il principio di sussidiarietà nei confronti del Dipartimento nazionale della Protezione Civile è stato riportato in un verbale interno della Protezione Civile regionale. Questo certifica la difficoltà strutturale del sistema regionale.

La domanda è inevitabile:

quale capacità di risposta può garantire oggi la Protezione Civile regionale dell’Abruzzo con il 40% di personale in meno, senza dirigenti nel Servizio Emergenze e con un piano di fabbisogno privo di copertura finanziaria?

La responsabilità non è tecnica, è politica.

Abruzzo Insieme chiede una assunzione immediata di responsabilità da parte della Giunta regionale e del Presidente Marco Marsilio:

· Copertura finanziaria immediata del piano assunzionale;

· Nomina urgente dei dirigenti mancanti;

· Ripristino della catena di comando nel Servizio Emergenze;

· Rafforzamento del Centro Funzionale e della sala operativa;

· Revisione della decisione sugli straordinari nei progetti comunitari.

L’Abruzzo è una regione che negli ultimi vent’anni ha conosciuto calamità di rilievo nazionale. Indebolire la propria Protezione Civile significa esporsi a rischi non sottovalutabili.

La sicurezza dei cittadini non si garantisce con comunicati rassicuranti, ma con personale, organizzazione e responsabilità politica.

Su questo punto non arretreremo di un passo.

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