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Teramo

Martinsicuro, biotopo costiero: “devastato il patrimonio naturale sul lato ovest”. Il caso

Martinsicuro. Una diffida inviata al sindaco, Comune e alle autorità (soprintendenza, forestale e guardia costiera) per stoppare quelle che viene definita “la devastazione della natura del biotopo costiero”,

Il caso è stato sollevato dalle consigliere comunali Marta Viola (Europa Verde) e Simona Lattanzi (Martinsicuro e Villa Rosa Bene Comune) alla luce di un intervento in corso di realizzazione in queste ore sulla riviera.
“È stato distrutto l’ecosistema ovest del Biotopo Costiero di Martinsicuro confinante con il percorso pedonale, per una lunghezza di 400 mt. circa e una larghezza di 5/15 mt. circa”, si legge in una nota.
Le autorità comunali hanno consentito l’ingresso di mezzi meccanici motorizzati, trattori e motoseghe, per tagliare 131 tamerici a cespuglio alte 7/10 mt. circa, con il diametro da 10 cm. a 35 cm., messe a dimora nel 1995 dall’amministrazione comunale di Martinsicuro con i fondi europei ENVIREG per la rinaturalizzazione della scarpata del suddetto Biotopo.
Ricordiamo che il 18 novembre 1987 – Anno Europeo dell’Ambiente – il prof. Franco Pedrotti Presidente della Società Botanica Italiana, Docente di Botanica all’Università di Camerino, effettuò il primo censimento della flora dunale, consigliando all’Amministrazione Comunale
l’urgenza di tutelarla.
Il Consiglio Comunale di Martinsicuro, nella seduta ordinaria del 13 aprile 1988, approvò
l’adozione del primo Piano di Spiaggia con atto n. 72 contenente la salvaguardia integrale dell’area
proposta dal prof. Pedrotti, dal Fosso Giardino al Circolo Nautico Amici da Mare, per la
“riqualificazione ambientale dell’arenile e la ricostituzione dell’habitat naturale delle dune in
funzione antierosione della costa”. La perimetrazione della suddetta area demaniale fu approvata
dalla Capitaneria di Porto di Pescara e riportata nella cartografia di tutte le varianti apportate al
suddetto Piano.
Dal 1988 a pochi giorni fa, ai trattori è stato impedito l’ingresso nel Biotopo. Neanche i pedoni, se non autorizzati, possono calpestare la flora del Biotopo. Per il passaggio al mare e l’osservazione delle piante sono stati ricavati i corridoi consentiti dalla suddetta Capitaneria.
Nel mese di maggio 1994, il botanico prof. Gianfranco Pirone della Facoltà di Scienze
Ambientali dell’Università de L’Aquila, completò il censimento della flora del Biotopo Costiero. Il naturalista dott. Dario Febbo, consulente del Ministero dell’Ambiente per le Aree Protette, effettuò il
censimento della fauna selvatica stanziale e migratoria. Il geologo prof. Leo Adamoli, Facoltà di
Scienze della Terra dell’Università di Chieti, redasse la Carta geomorfologica delle dune del
Biotopo.
Non c’era alcun motivo fitosanitario, ecologico e paesaggistico per tagliare e capitozzare le tamerici a cespuglio, eliminando peraltro anche la comunità vegetale sottostante. Le tamerici, nel Biotopo, non hanno la fisionomia di “siepe formale” monospecifica ma quella di ecotono ricco di
biodiversità nel quale ogni specie svolge il suo ruolo e dà vita a una moltitudine di esseri viventi stabilizzando l’intero ecosistema, creando una fascia tampone per mitigare gli impatti.
I tagli sui fusti e sui rami delle tamerici determinano stress e facilitano la penetrazione, attraverso le ferite, di patogeni.
Gli interventi precedenti sono stati eseguiti manualmente con cesoie, seghe e falcetti.
L’ultima operazione manuale del taglio delle canne e rimozione dei rami delle tamerici e degli olmi rotti dal vento fu effettuata nell’inverno 2019/2020 dall’ex Assessore all’Ambiente prof. Marano Mario Viola, nella veste di volontario autorizzato dall’Ufficio Ambiente del Comune di Martinsicuro.
La vegetazione arbustiva, ora distrutta, aveva svolto la funzione di rifugio e nidificazione per
numerosi uccelli stanziali e migratori.

Questa grave perdita di biodiversità naturale e paesaggistica nuoce anche al turismo culturale e scientifico in quanto il Biotopo attrae annualmente oltre 3000 visitatori (turisti, scolaresche, botanici, fotografi, ricercatori, studenti Erasmus di Università italiane, europee ed
extraeuropee) e rappresenta un importante valore economico. Questo scempio ambientale mette a rischio la Bandiera Blu 2026 e l’immagine di Martinsicuro, città sostenibile con la registrazione
EMAS di qualità ambientale europea e con la sua adesione all’Alleanza per il Clima delle Città UE.
Ricordiamo che sono state violate le seguenti norme:
– Costituzione Italiana, art. 9;
– Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio;
– Statuto Comunale di Martinsicuro, art. 1 comma 5 che recita “ Tutela la vita e l’intero
ecosistema nel proprio territorio e si impegna a fare sì che ciò avvenga anche nei Comuni limitrofi
dei bacini fluviali del Tronto e del Vibrata”;
– Statuto Comunale di Martinsicuro , art. 1 comma 7 che recita “ Il Comune con l’adesione
all’Alleanza per il Clima con D.C. n. 48 del 18 /05/1992, si impegna ad attuare la tutela dei
Biotopi…”;
– Statuto Comunale di Martinsicuro , art. 2 comma 3 che recita: “ lo Statuto è vincolante per il
Comune: ogni atto, anche di portata generale, che si ponga in contrasto con esso è illegittimo “.
Le Consigliere di minoranza diffidano le Autorità Comunali dal compiere ulteriori danni ambientali alla scarpata nord-ovest del Biotopo. Alla base della suddetta scarpata vegeta il
Vilucchio marittimo (Calystegia soldanella), fiore simbolo del Biotopo di Martinsicuro a rischio
estinzione.
Il Biotopo è un bene immobiliare naturale della Comunità di Martinsicuro. Una vetrina europea
della conservazione che deve essere tutelata per il futuro.
Le Consigliere di minoranza chiedono alla Soprintendenza Regionale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e al Tribunale di Teramo di intervenire previo sopralluogo.

 

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