Si è conclusa poco prima di mezzogiorno l’ultima udienza a Perugia per l’appello bis del processo per la tragedia di Rigopiano, nella quale il 18 gennaio 2017 persero la vita 29 persone.
Il collegio dei giudici si è ritirato in camera di consiglio dando a tutti appuntamento per la lettura del dispositivo di sentenza per metà pomeriggio, indicativamente per le 17. Si dovrà decidere della sorte di dieci imputati.
Per nove di loro sono state chieste condanne, mentre per l’ex dirigente regionale Sabatino Belmaggio il pg ha chiesto il proscioglimento.
L’ex sindaco di Farindola Ilario Lacchetta ieri ha annunciato tramite i suoi avvocati di voler rinunciare alla prescrizione.
“NIENTE PROCESSO PER LA POLITICA”
“Al di là di ciò che decideranno oggi i giudici c’è rammarico perché in questo processo manca la politica”. Lo ha detto Gianluca Tanda, portavoce del Comitato parenti delle vittime di Rigopiano, in attesa della sentenza in Corte d’Appello a Perugia. “I giudici di Cassazione hanno tracciato la via e su quella i giudici di Perugia dovranno fare le loro valutazioni. Siamo fiduciosi” ha aggiunto. Nell’hotel Rigopiano di Farindola Gianluca ha perso il fratello Marco Tanda.
“Siamo animati da buona speranza, i giudici della Corte Suprema di Cassazione hanno individuato la linea e speriamo che i giudici di Perugia ne tengano conto”, ha aggiunto Alessandro Di Michelangelo, fratello di Dino, una delle 29 vittime. “E’ stata accertata la mancanza di prevenzione a più livelli e la cattiva gestione dell’emergenza in quei terribili giorni di nove anni fa e su questo credo non ci sia più nulla da dire”, ha concluso.



