
Roseto. “Abbiamo depositato una specifica interrogazione sul piano delle antenne che, a distanza di oltre tre anni dall’incarico di analisi e redazione alla ditta Leganet S.r.l. di Roma, per un costo di € 17.690,00, non ha visto luce”.
Lo fa sapere la consigliera comunale Rosaria Ciancaione, capogruppo dei “liberi Progressisti”.
“Infatti, l’incarico specialistico fu conferito in data 19.10.2022, a seguito dell’approvazione all’unanimità della mia mozione emendata, con cui si impegnava il Sindaco a presentare in consiglio il piano delle antenne e relativo regolamento per l’adozione, oltre che a verificare le azioni possibili per impedire, nelle more dell’approvazione del piano, che antenne di rilevanti dimensioni venissero installate a Cologna Spiaggia, a pochi passi dalla scuola primaria e dell’infanzia e in altri siti sensibili del territorio”.
Nell’interrogazione “chiediamo cosa sia successo dopo la pubblicazione dell’avviso del 14.3.2023, con il quale si dava evidenza, tra l’altro, dell’inizio dei lavori per la redazione del piano e si precisava che entro 14 giorni l’Ente avrebbe indetto appositi tavoli tecnici con i portatori di interesse; chiediamo, inoltre, che fine abbiano fatto gli elaborati relativi al piano che risulta siano stati redatti e consegnati nel mese di Aprile 2023 e che avrebbero dovuto essere pubblicati a stretto giro”.
“Che il lavoro da parte della Ditta Leganet S.r.l, sia stato concluso, non vi è dubbio”, aggiungono Marco Tritella (M5S), Mario Mazzoni e Donatela Di Cesare (AVS), Marco Palermo (PRC), Marco Sacchetti e Paola Aloisi (Gruppi Civici Progressisti), “visto che il saldo dei 17.690,00 euro è stato pagato circa due anni fa, e, non ci spieghiamo come il Piano delle Antenne non sia andato in adozione, vista, tra l’altro, la crescente importanza di tale strumento, a maggior ragione, dopo le modifiche introdotte dal Legislatore a partire dal cd. “D.L. Coesione”, perchè esso resta l’unico strumento per governare l’installazione delle antenne, onde evitarne la localizzazione in siti sensibili, come le scuole – al netto della deroga possibile solo nelle cd. aree bianche, quali zone rurali, remote o a bassa densità di popolazione – prevenendo l’anarchia e contemperando le esigenze di rete con la tutela del territorio e della salute pubblica, oltre che per ridurre il rischio contenzioso”.
E ancora: “Un piano delle antenne ben fatto e aggiornato resta, peraltro, anche in base alla recentissima giurisprudenza formatasi in proposito, lo scudo principale del Comune al fine di ridurre il più possibile l’impatto dei campi elettromagnetici sulla popolazione, in base ai principi comunitari della precauzione, dell’azione preventiva e della correzione, al fine di garantire il diritto fondamentale della salute pubblica sancito dall’art. 32 della Costituzione”.
“Con l’interrogazione ci aspettiamo risposte precise e puntuali dall’amministrazione Nugnes”, conclude la consigliera, “e non vogliamo pensare che un lavoro così importante, costato quasi 18 mila euro alle casse dell’Ente, sia da rifare; sarebbe davvero inaccettabile!”.



