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Teramo seconda provincia in Abruzzo per infortuni sul lavoro

Chieti ha fatto registrare più denunce

É cresciuto di 211 in Abruzzo e 29 in Molise il numero degli infortuni sul lavoro nel 2025 rispetto al 2024. Gli incidenti registrati dall’INAIL nel corso dell’anno sono stati complessivamente 12.033 nella prima regione e 1.785 nella seconda. Numeri che confermano il permanere di quello che è un problema strutturale in entrambi i territori.

Nonostante le tante azioni sindacali volte a garantire maggiore sicurezza, non si inverte un trend che da troppi anni caratterizza in negativo il mondo del lavoro. In questo senso non rassicura di certo l’assenza in legge di bilancio di risorse in materia. Niente è stato previsto per aumentare e migliorare controlli ed ispezioni, così come non si prevedono investimenti pubblici di alcun tipo.

In Abruzzo è la provincia di Chieti quella che nel 2025 ha fatto registrare più denunce di infortuni all’INAIL (3.578 con un calo sul 2024 di 48), seguita da Teramo con 3.242 (58 in più del 2024), L’Aquila con 2.864 (più 142 sull’anno precedente) e Pescara con 2.349 (con una crescita di 59 unità).

Rispetto al genere, nel 64% dei casi i lavoratori coinvolti sono stati uomini e nel 36% donne, mentre analizzando la nazionalità emerge che si è trattato di italiani nell’84% dei casi a fronte del 16% di stranieri.

Il settore dove maggiormente si è registrato il maggior numero di infortuni è quello dell’industria manifatturiera (in particolare quella alimentare e della lavorazione di prodotti in metallo) con il 16% del totale, seguito dall’edilizia con il 12%, sanità ed assistenza sociale con il 10% e agricoltura con l’8%.

Cala il numero degli incidenti mortali: sono stati 19 nel 2025 a fronte dei 23 del 2024. Un calo che non può certo rappresentare un traguardo ma che al contrario continua a parlare di troppi lavoratori che dopo un turno di lavoro non sono tornati a casa dalle loro famiglie.

7 le vittime in provincia di Chieti, mentre 4 ciascuna in quelle di Teramo, L’Aquila e Pescara (erano state rispettivamente 6, 7, 5 e 5 nel 2024). In tutti i casi si è trattato di maschi con un’età compresa tra i 21 e gli 83 anni.

Quello della logistica e del magazzinaggio, con 4 lavoratori deceduti, il settore più colpito, mentre 3 vittime si sono registrate rispettivamente in edilizia, agricoltura e fabbricazione e riparazione autoveicoli, 2 nella lavorazione industriale di minerali mentre 1 nell’assistenza sanitaria, nell’energia e nell’industria manifatturiera.

A dirlo il segretario CGIL Abruzzo Molise, Francesco Spina e il coordinatore regionale INCA CGIL Abruzzo Molise, Mirco D’Ignazio.

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