Sant’Omero, il comitato interviene: “sì ai papà in sala operatoria, ma devono entrarci anche i primari”

Sant’Omero. Il Comitato per la tutela dell’ospedale Val Vibrata e per la sanità pubblica interviene in merito alle recenti iniziative promosse dalla ASL, come il corso in acqua nella piscina comunale di Sant’Egidio e l’annuncio dell’ingresso dei papà in sala operatoria per i parti cesarei programmati.
Iniziative che, prese singolarmente, possono anche essere considerate positive. Tuttavia, esse appaiono come pannicelli caldi se messe a confronto con il grave declassamento subito dall’Unità di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Val Vibrata, conseguente alla soppressione della Unità Operativa Complessa (UOC).
“Non è possibile ignorare il nodo centrale della questione: non è la stessa cosa consentire l’ingresso dei papà in sala operatoria quando, da quella stessa sala, il primario è stato fatto uscire”, si legge in una nota.
Un paradosso che rende queste iniziative non solo insufficienti, ma anche profondamente sconvenienti, se non addirittura offensive per la comunità della Val Vibrata.
Ci chiediamo se, dai piani alti del Palazzo della Sanità di Circonvallazione Ragusa, ci si renda conto del messaggio che viene trasmesso al territorio.
È davvero possibile pensare che i cittadini della Val Vibrata abbiano “l’anello al naso”?
È davvero opportuno che si permettano simili forme di autocelebrazione mentre si impoveriscono strutture sanitarie fondamentali?
Il Comitato ribadisce con chiarezza la propria posizione: va bene l’ingresso dei papà in sala operatoria, ma prima sarebbe opportuno che vi entrassero i primari.
Senza una guida clinica pienamente riconosciuta, senza una UOC, senza una reale tutela della qualità assistenziale, ogni annuncio rischia di essere percepito come una distrazione, non come una risposta”.



