
Pescara. “Non risulta agli atti alcuna richiesta di concessione di sale provinciali per il giorno 20 febbraio, né è mai pervenuta al Presidente della Provincia, Ottavio De Martinis, alcuna istanza di patrocinio o di autorizzazione all’utilizzo del logo dell’Ente su materiale informativo o promozionale riferito all’evento denominato “Bugie coloniali”.
Con questa nota, la Provincia di Pescara chiarisce sulle polemiche sorte in merito a un evento organizzato il 20 febbraio a Palazzo dei Marmi – sede di Provincia e Prefettura – dal centro studi La Cittadella, associazione di ultradestra spesso accusata di revisionismo storico.
Nello specifico si tratta della presentazione del libro di Alberto Alpozzi Bugie coloniali, definito dall’autore “un viaggio documentario nella vera storia del colonialismo italiano contro leggende, fake news e verità scomode per i paladini del politicamente corretto”.
Nella locandina di presentazione dell’evento appare il logo della Provincia di Pescara e il presunto patrocinio rilasciato dall’ente aveva fatto sollevare la polemica antifascista.
Incalzato, quindi, l’ente ha risposto e ora ritiene necessario “fornire puntuali chiarimenti a tutela della correttezza amministrativa e dell’immagine dell’Ente”, precisando che “nella data del 20 febbraio la sala indicata risulta già regolarmente impegnata per una riunione istituzionale, circostanza che esclude in ogni caso la possibilità di ulteriori concessioni. Diversamente, in data 11 dicembre 2025, è stata presentata una richiesta di utilizzo a pagamento della Sala Figlia di Iorio dagli stessi organizzatori per lo svolgimento dell’iniziativa dal titolo L’emergenza negata. Il collasso delle carceri italiane, che è stata autorizzata nel rispetto delle procedure vigenti”.
L’autorizzazione, però, “è stata concessa senza patrocinio, senza utilizzo del logo dell’Ente e senza alcuna forma di condivisione o validazione dei contenuti dell’iniziativa, secondo criteri di imparzialità e neutralità applicati a tutte le richieste analoghe, incluse quelle di natura politica. Alla luce dell’utilizzo non autorizzato del logo della Provincia su materiale divulgativo riferito all’evento denominato Bugie coloniali previsto per il 20 febbraio, l’Ente procederà con una formale diffida nei confronti degli organizzatori, riservandosi ogni ulteriore azione a tutela dell’immagine istituzionale e della corretta rappresentazione dell’attività amministrativa”.
La Provincia, dunque, ribadisce pertanto “la totale assenza di autorizzazioni, concessioni o patrocini relativi all’evento e respinge qualsiasi ricostruzione che possa ingenerare equivoci su un presunto coinvolgimento o avallo istituzionale non rispondente ai fatti”.
La decisione di Palazzo dei Marmi fa esultare l‘Anpi, che con una propria nota commenta: “Il Presidente della Provincia, Ottavio De Martinis, informato dell’iniziativa, ha categoricamente smentito ogni coinvolgimento dell’Ente: porte chiuse definitivamente, dunque, a chi inneggia al quadrumviro Italo Balbo, al fascista rumeno Codreanu, a chi adotta come stile di vita il razzismo, l’antisemitismo e la violenza, a chi scrive mail liriche su ilfarodimussolini@gmail.com, a chi richiama apertamente la stagione dello squadrismo. Porte chiuse a chi spudoratamente nega crimini del colonialismo fascista, i campi di concentramento in Libia, i gas in Etiopia, lo
sterminio di popolazioni inermi, a chi considera l’inno razzista “Faccetta nera’ inclusivo”.
L’associazione nazionale partigiano, infine, “ringrazia il Presidente De Martinis per la sua ferma, inequivocabile presa di posizione e si dichiara disponibile alla formazione culturale degli organizzatori del convegno, dei loro adepti e simpatizzanti e dell’autore del libro, al solo fine di ristabilire la verità storica”.



