Linea Pescara – Roma: appello a Rfi per accelerare iter per imprese espropriate
Il tratto interessato è il lotto 2 dell'opera nei comuni di Manoppello e Alanno

Pescara. L’assessore regionale alle attività produttive, Tiziana Magnacca, nel corso di un incontro con le aziende interessate, ha assunto l’impegno di avviare un’opera di sensibilizzazione presso Rfi “affinché acceleri la chiusura degli iter burocratici per permettere alle aziende di assumere le decisioni più adeguate per la pianificazione dei propri impianti produttivi”.
L’intervento dell’assessore Magnacca, in sintonia con l’assessore alle Infrastrutture Umberto D’Annuntiis, è stato stimolato dal consigliere regionale Antonio Di Marco, presente alla riunione, durante la quale è emersa la richiesta di confronto per velocizzare l’iter burocratico che interessa le imprese interessate alle procedure di esproprio legate alla realizzazione del raddoppio della linea ferroviaria Pescara-Roma. Il tratto interessato è il lotto 2 dell’opera nei comuni di Manoppello e Alanno.
Erano presenti all’incontro le imprese interessate dall’area di progetto, con i rispettivi rappresentanti: Marco Blasioli, amministratore delegato della Orsini e Blasioli di Alanno; Antonio Sanseverino, direttore ingegneria, ed Eugenia Bonitatibus, responsabile della sicurezza di Alfasigma; Leonardo Mancini, ingegnere e procuratore per sicurezza, energia e ambiente della ICO di Alanno; Francesco Corneli, amministratore delegato di Goldengas, insieme a Federica Petrolini, impiegata, e Andrea Di Biase, gestore del distributore di Manoppello. Atteso ma assente l’assessore ai Lavori pubblici, D’Annuntiis.
“Ci troviamo di fronte – spiega l’assessore Tiziana Magnacca – all’esigenza reale di quattro imprese che hanno le sedi nei territori tra Manoppello, Alanno e Scafa. Qui non è in discussione il valore e l’importanza dell’opera infrastrutturale, ma la necessità che le imprese interessate a questo progetto possano avere certezze e continuare a lavorare senza pericolosi scossoni sul fronte produttivo”.
In questo senso, l’assessore ha aperto anche alla possibilità di investire la struttura della Zes (zona economica speciale) in merito alle eventuali autorizzazioni uniche che dovranno essere rilasciate nel momento delle delocalizzazioni degli stabilimenti interessati dalla importante infrastruttura ferroviaria, visto che i territori individuati per la delocalizzazione dei siti produttivi rientrano nella perimetrazione della Zes.
Di Marco: “Bene l’avvio del confronto con le imprese, ora servono risposte concrete e una vera regia politica”
“È la prima volta che la Regione apre un confronto diretto su questa vicenda: un passo importante, reso possibile dalla disponibilità dell’assessora Tiziana Magnacca, che ringrazio per aver accolto la mia richiesta”, dichiara il consigliere regionale Antonio Di Marco.
“Non si è ancora entrati nel merito delle soluzioni, ma era fondamentale avviare un confronto con le imprese per valutare l’impatto concreto dei cantieri su produzione, investimenti e livelli occupazionali, un passaggio che fino ad oggi non era stato affrontato in modo strutturato – riferisce Di Marco – . Con riferimento alle quattro realtà territoriali coinvolte, gli operatori intervenuti hanno evidenziato la mancanza di operatività sui progetti esecutivi. Le proposte alternative presentate vengono infatti sottoposte a RFI, che ne valuta la fattibilità e trasmette successivamente le indicazioni a Italfer, con il rischio che tali progetti non arrivino alla fase attuativa. Ogni azienda ha illustrato l’impatto dei lavori di velocizzazione sulla propria attività produttiva. Alfasigma ha presentato una proposta di variazione del tracciato che consenta il raddoppio ferroviario garantendo la continuità produttiva, evidenziando criticità legate alla delocalizzazione dei sottoservizi, all’inadeguatezza della viabilità alternativa e ai rischi ambientali connessi alle polveri di cantiere e a possibili contaminazioni. Aspetti non adeguatamente valutati e che potrebbero compromettere la produzione in ambienti a contaminazione controllata. Lo studio tecnico stima investimenti aggiuntivi tra i 3 e i 4 milioni di euro. ICO ha segnalato un contenzioso in atto con Italfer relativo all’esproprio dell’area destinata al nuovo opificio. Orsini e Blasioli hanno denunciato danni già subiti, investimenti bloccati e l’assenza di interlocuzione istituzionale, nonostante un progetto di delocalizzazione valutato positivamente da RFI. Goldengas ha riferito di aver ricevuto solo recentemente comunicazione della necessità di delocalizzare il distributore di Manoppello. A margine spiace constatare l’assenza dell’assessore ai Lavori pubblici Umberto D’Annuntiis, che avrebbe potuto dare dettagli tecnici e operativi preziosi per le realtà economiche poste di fronte all’esigenza di delocalizzare, ma con pochi strumenti tali da agevolare il fine. La velocizzazione è strategica, ma non può sacrificare imprese, investimenti e posti di lavoro”, prosegue Di Marco.
“Serve una regia politica capace di integrare infrastrutture, sviluppo economico e tutela del tessuto produttivo, ad esempio messo a rischio anche dalle polveri di cantiere, aspetto che non è stato valutato, ma che potrebbe essere un problema grande per realtà come la Alfasigma, realtà nazionale per la produzione di farmaci e dunque che necessita di tutele per macchinari e prodotto dalla convivenza con la realizzazione dell’opera, che non ci sono finora state”.



