Sicurezza a Pescara: “La politica faccia barriera comune”
Il punto di vista del comitato Pescara Fortis

Mentre il sindaco di Pescara Carlo Masci pubblica sui suoi canali social fotografie di una città sicura e presidiata ogni giorno da pattuglie di Polizia Locale, smentendo l’opposizione che dipinge Pescara come “uno dei peggiori quartieri malfamati di una grande metropoli”, continuano le prese di posizione dopo l’episodio di cronaca avvenuto sabato sera in piazza Primo Maggio con il ferimento di un ristoratore.
Mauro Renzetti, Presidente del Comitato Pescara Fortis, dichiara: “Esprimo la mia più totale vicinanza e solidarietà a Di Cesare e alla sua famiglia per il vile attacco subito mentre svolgeva il proprio lavoro. Ma la solidarietà, oggi, non basta più; non è un caso isolato, ma è il terzo episodio in pochissimo tempo che vede baristi e ristoratori pescaresi vittime di aggressioni all’arma bianca. Siamo di fronte a una scia di violenza che non possiamo e non dobbiamo tollerare”.
Renzetti sottolinea come “la situazione dell’ordine pubblico nel centro cittadino stia scivolando verso un punto di non ritorno, mettendo a repentaglio l’incolumità non solo dei cittadini e dei turisti, ma soprattutto di chi, con sacrificio, mantiene viva l’economia della Città. Non è ammissibile che chi alza la saracinesca della propria attività ogni giorno, debba temere per la propria vita a causa di soggetti fuori controllo, spesso in stato di alterazione, che agiscono indisturbati – prosegue il Presidente di Pescara Fortis. – Chiediamo una reazione immediata e tangibile da parte dell’Amministrazione Comunale. Non servono più palliativi, ma un presidio costante e capillare del territorio”.
L’appello di Renzetti si allarga poi a tutte le forze politiche, richiamando alla responsabilità collettiva: “Di fronte a questo degrado, la politica non può dividersi. Come singoli esponenti politici e come rappresentanti della società civile, abbiamo il dovere morale di fare barriera contro questa deriva violenta. La sicurezza di Pescara non ha colore politico: serve un fronte comune per restituire tranquillità alle nostre strade e dignità al lavoro dei nostri commercianti. Se non reagiamo ora con fermezza, saremo complici del declino della nostra Città.”



