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Teramo

Coinceneritore ad Atri, le Associazioni contro l’impianto: “Serve uno scudo normativo”

Intanto la petizione ha raccolto circa 2000 firme

Un passo avanti nel percorso avviato dalla petizione cittadina arrivata a circa 2000 firme, il cui primo firmatario è Alessandro Demetrio, uno dei residenti in centro abitato Stracca che, insieme ad altre famiglie ha mosso ricorso contro la costruzione in prossimità delle case di un coinceneritore che brucia resine plastiche.

 

Lo scorso 22 gennaio, infatti, si è svolto nella sala messa a disposizione dal GAL di Atri, un incontro pubblico fra associazioni e comitati interessati alla tutela della salute e alla salvaguardia del territorio a cui sono intervenuti: Italia Nostra sezione Atri e sezione Regionale, il comitato Voci del Territorio che è stato anche promotore dell’evento, il Comitato anti discarica Santa Lucia, la Riserva naturale Oasi WWF Calanchi di Atri, Amici del Cane ODV, Officina Atriana, il Comitato salute ambiente e territorio Torre San Rocco e Scerne che si sono confrontati sull’esigenza di rendere concreta la richiesta dei cittadini alle amministrazioni locali di dotarsi di strumenti chiari e condivisi che aiutino ad integrare le esigenze di sviluppo con quelle della salvaguardia del territorio.

“Si è discussa”, si legge in una nota degli organizzatori, “l’autorizzazione regionale alla costruzione dell’inceneritore privato in centro abitato Stracca, si è parlato dell’incendio Kemipol del settembre 2024, ma al centro della serata proprio la petizione cittadina, i cui temi erano già stati ampiamente condivisi nei mesi scorsi con le associazioni del territorio, nata per chiedere misure concrete e preventive in ambito urbanistico e ambientale, capaci di evitare che le comunità siano chiamate a intervenire solo davanti alle emergenze quando le autorizzazioni e i progetti risultano già definiti e i disastri ambientali già avvenuti”.

E ancora: “Non si tratta solo di opporsi a singoli impianti potenzialmente nocivi – dichiarano i promotori dell’evento – ma di cambiare approccio, passando dalla gestione delle emergenze alla pianificazione preventiva di uno scudo normativo, capace di consentire agli enti locali di tutelare nel tempo il territorio, la qualità della vita e il diritto alla salute delle comunità”.

La raccolta firme si è svolta nel corso dell’ultimo anno sui territori di Atri e Pineto e adesso l’obiettivo è quello di estenderla anche ai comuni limitrofi.

Alla raccolta firme hanno contribuito attivamente anche le associazioni: Fare per Atri, Gioventù Atriana, Provomano Scerne, Paliurus, Scerne Lab, Guardie del Borsacchio, Fontanelle 2000.

“Dalla discussione è emersa la volontà comune di proseguire il cammino insieme, ampliando il confronto con cittadini, amministrazioni ed esperti, con l’obiettivo di arrivare alla definizione di strumenti efficaci di tutelare concretamente salute pubblica e territorio”, conclude la nota.

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