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Pescara

Ristrutturazione del conservatorio di Pescara: “Il Comune non coinvolge il Cda del d’Annunzio”

Pescara. Polemica, a Pescara, per l’annuncio da parte del sindaco Masci dei lavori di ristrutturazione del conservatorio Luisa d’Annunzio.

Con una nota, il Consiglio d’amministrazione del Conservatorio puntualizza che “incomprensibilmente l’attore principale di questa vicenda, il Conservatorio appunto, era assente; così com’era assente il suo logo dal materiale stampa. Ma non certamente per sua scelta”.

Viene recriminato, in sostanza, il mancato coinvolgimento del Conservatorio nell’annuncio dell’intervento: “Il rispetto dei ruoli, la semplice cortesia istituzionale e l’attenzione che si deve a una realtà prestigiosa e storica del tessuto culturale cittadino, regionale e nazionale”, aggiunge la nota, “avrebbero voluto che i vertici artistici, amministrativi e d’indirizzo del Luisa d’Annunzio fossero stati per lo meno informati e coinvolti alla presentazione alla città. Non è solo atto di pura cortesia, ma anche di educazione istituzionale oltre che, nello specifico, di preciso e logico obbligo. L’omissione sarebbe stata censurabile anche se la conferenza stampa fosse stata soltanto politica, e invece è stata anche tecnica, quindi l’estromissione del Conservatorio è ancor di più sorprendente e sconcertante”.

“A tutt’oggi”, prosegue il CdA, “gli uffici non hanno ricevuto neppure comunicazione del progetto de quo, per il quale è prevista una spesa di 15 milioni di euro, 10 dei quali ministeriali.
Altre parole sono superflue, ma non l’auspicio che adesso, come preannunciato, inizino davvero i lavori per dotare il Conservatorio di una sede idonea, funzionale e moderna, e non sia l’ennesimo proclama. Il quarto o il quinto, in questa storia”.

A quella del Conservatorio si aggiunge la polemica politica dell’opposizione, che accusa Masci di aver lanciato la  “quinta conferenza per l’avvio dei lavori del conservatorio” nonostante la sentenza del Consiglio di Stato che ha decretato la ripetizione delle elezioni comunali in 23 sezioni: una situazione da campagna elettorale che, di norma, vieterebbe proclami del genere.

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