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Pescara

Ancora bloccato l’ascensore nella palazzina per disabili a Pescara: “Sequestrati in casa”

Pescara. “Per l’ennesima volta l’ascensore è fuori servizio e, ancora una volta, gli inquilini con disabilità restano sequestrati nelle proprie abitazioni. Alcuni non sono addirittura riusciti a rientrare a casa. Una situazione intollerabile che non può più essere liquidata come un semplice disservizio”.

E’ Claudio Ferrante, presidente dell’associazione Carrozzine Determinate, a riferire degli ennesimi disagi che stanno vivendo i disabili residenti nella palazzina di via Pietro Nenni, a Pescara, realizzata dal Comune per i portatori di handicap.

Ieri, infatti, Cremonese aveva chiarito la posizione del Comune: “La situazione dell’edificio di via Pietro Nenni 5 è stata affrontata più volte da questa Amministrazione, che non ha mai abbassato il livello di attenzione, tant’è che sono stati realizzati più interventi per risolvere i problemi dell’ascensore e consentire ai residenti di entrare e uscire tranquillamente. Per evitare che l’ascensore si blocchi in caso di black out, sono stati effettuati lavori per 30mila euro e per bloccare le infiltrazioni dal tetto che hanno già danneggiato in passato la centralina elettrica, il Comune ha fatto eseguire un intervento direttamente sul tetto per un importo di circa 100mila euro, provvedendo anche a potenziare la copertura dell’ascensore. Nei giorni scorsi, però, si è verificato nuovamente un guasto alla centralina, che si sarebbe bruciata, e il Comune si è attivato immediatamente per provvedere alla sostituzione dei pezzi necessari ma i tempi di fornitura non dipendono, purtroppo, dall’Amministrazione”.

“Abbiamo anche valutato”, prosegue l’assessore, “nei mesi scorsi, se è possibile creare altre uscite (attraverso degli scivoli) ma tecnicamente un’idea del genere è risultata irrealizzabile e, ascoltando alcuni degli inquilini dello stabile, stiamo valutando delle possibili soluzioni, per garantire sistemi diversi di uscita dall’edificio. La disponibilità al dialogo, all’ascolto e all’intervento è massima, da parte dell’assessorato e dell’Amministrazione. Come è già accaduto in altre occasioni il settore delle Politiche sociali ha messo subito a disposizione un servizio per garantire agli inquilini di uscire per visite mediche e sedute di riabilitazione. Capiamo il disagio dei residenti che vivono un momento di difficoltà e puntiamo a un confronto costruttivo, lasciando da parte le polemiche sterili e gli attacchi strumentali, che purtroppo in queste occasioni arrivano puntuali. Nel caso in cui gli inquilini di via Nenni volessero spostarsi in altri alloggi, situati a piano terra, in altre zone della città, il Comune è pronto ad individuare immediatamente un percorso che consenta loro di trasferirsi e di vivere in un alloggio diverso da quello attuale”.

Parole che non soddisfano Ferrante:” L’Assessore alle Politiche per la Casa del Comune di Pescara, di fronte a fatti gravissimi, ricorre alla più sterile demagogia. Qui non si tratta di polemica politica: si parla di persone con disabilità discriminate, private della libertà personale, vittime di una vera e propria violazione dei diritti umani, costrette agli arresti domiciliari per responsabilità riconducibili alla pubblica amministrazione.
L’Assessore, invece di restare chiuso nella ‘stanza dei bottoni’, avrebbe dovuto recarsi immediatamente sul posto, incontrare le famiglie coinvolte e lavorare con loro per individuare soluzioni concrete. Proporre di abbandonare le abitazioni per trovarne altre significa dimostrare di non avere alcuna percezione del problema, né di ciò che si dice né di ciò che si fa. La centralina tecnica dell’ascensore si rompe con frequenza: era evidente da tempo la necessità di un intervento strutturale. Nulla è stato fatto e il risultato è sotto gli occhi di tutti. Se non si interviene in modo definitivo, la situazione si ripresenterà ancora, condannando nuovamente queste persone a restare prigioniere nelle proprie case”.

“L’ascensore ha circa 25 anni e probabilmente doveva essere sostituito da tempo con un impianto moderno e sicuro”, prosegue Ferrante, ” Cosa ha fatto nel frattempo il Comune di Pescara? Ha speso 715 mila euro per il progetto Dopo di noi destinato a tre abitazioni, una delle quali situata proprio ai piani superiori di via Nenni. Forse sarebbe stato logico, prima, garantire il funzionamento dell’ascensore, considerando che molte persone con disabilità, per usufruire di quei servizi, devono necessariamente salirci. Ma evidentemente, per il Comune di Pescara, questo è solo un dettaglio”.

“Non è di certo sufficiente affiggere un cartello con gli orari degli uffici pubblici – peraltro con numeri di telefono a cui nessuno risponde. Sarebbe stato doveroso lasciare sul posto un assistente in grado di rispondere alle esigenze immediate delle persone con disabilità. Sarebbe stato necessario predisporre un servoscala mobile con un tecnico per garantire almeno le urgenze delle famiglie coinvolte. Se davvero ci fosse stata la volontà di risolvere il problema, sarebbe stato possibile accelerare l’arrivo del pezzo di ricambio: con i moderni sistemi di trasporto merci, anche ordinandolo dall’altra parte del mondo sarebbe arrivato in pochi giorni”, conclude il presidente di Carrozzine Determinate.

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