Asl di Teramo, intelligenza artificiale per diagnosticare l’ictus acuto
Da inizio 2025 identificati 65 casi

Un passo avanti decisivo nella diagnosi e nel trattamento dell’ictus cerebrale acuto.
La Asl di Teramo è stata una delle prime del centro Italia a dotarsi di RapidAI, un avanzato software basato sull’intelligenza artificiale che consente di accelerare i tempi di diagnosi nelle patologie cerebrovascolari acute e di migliorare in modo significativo gli esiti clinici.
L’ictus rappresenta una delle principali cause di morte e disabilità in Italia. In questo contesto, RapidAI si configura come uno strumento di grande valore.
In sostanza il sistema RapidAI supporta il team multidisciplinare nella diagnosi precoce dell’ictus con un tempo di risposta inferiore ai cinque minuti, permettendo di identificare rapidamente i pazienti candidati alle terapie di rivascolarizzazione.
Alla Asl di Teramo, da inizio 2025 il sistema ha elaborato complessivamente 1.039 esami per 620 pazienti, contribuendo all’identificazione di 65 casi di ictus ischemico causati dall’occlusione di grossi vasi cerebrali.
Il dato più significativo riguarda la rapidità di risposta: il tempo medio di elaborazione si attesta a 271 secondi, poco meno di cinque minuti dalla ricezione delle immagini di tomografia computerizzata (Tac) o risonanza magnetica (Rm). Un risultato che assume particolare rilievo in una patologia in cui il fattore tempo è determinante: nell’ictus ischemico, infatti, si stima che per ogni minuto di ritardo nel trattamento vengano persi circa 1,9 milioni di neuroni cerebrali.
Perché il tempo è decisivo nell’ictus
L’ictus cerebrale si verifica quando l’afflusso di sangue a una parte del cervello viene interrotto, per l’ostruzione di un’arteria (ictus ischemico, la forma più frequente) o per la rottura di un vaso sanguigno (ictus emorragico). In entrambi i casi, le cellule cerebrali private di ossigeno cominciano a morire nel giro di pochi minuti.
Negli ultimi anni la medicina ha compiuto enormi progressi nel trattamento dell’ictus ischemico, grazie a due strategie terapeutiche che possono letteralmente salvare la vita e ridurre drasticamente le disabilità residue: la trombolisi endovenosa (cioè con un farmaco che scioglie il trombo) e la trombectomia meccanica (con la rimozione fisica del trombo).
Il ruolo dell’intelligenza artificiale
È proprio nella selezione dei pazienti che l’intelligenza artificiale offre il contributo più prezioso. RapidAI analizza automaticamente le immagini di Tac e Rm, fornendo ai medici in pochi minuti informazioni fondamentali: la localizzazione e l’estensione dell’area cerebrale già danneggiata, la quantità di tessuto ancora a rischio ma potenzialmente salvabile, e la presenza di eventuali occlusioni dei grossi vasi.
Queste informazioni, presentate attraverso mappe colorate di immediata lettura, permettono al team clinico di stabilire rapidamente se il paziente è candidato alla trombolisi, alla trombectomia o a entrambe, evitando sia ritardi potenzialmente fatali sia trattamenti inappropriati.
Il software è in grado di rilevare tutti i tipi di emorragia cerebrale con una sensibilità del 98,1% e di calcolare automaticamente il punteggio che quantifica l’estensione del danno ischemico precoce e orienta le decisioni terapeutiche.
L’organizzazione alla Asl Teramo
Alla Asl di Teramo il sistema è integrato in un percorso multidisciplinare che coinvolge il Pronto Soccorso diretto da Anna Rita Gabriele, la Radiologia diagnostica guidata da Giuseppe Lanni, la Radiologia Interventistica diretta da Pietro Filauri, la Stroke Unit (attivata all’interno della Neurologia diretta da Maurizio Assetta) il cui responsabile è Gabriele Manente e la Neurochirurgia diretta da Fulvio Tartara.
I risultati delle elaborazioni vengono trasmessi simultaneamente all’archivio radiologico digitale ospedaliero e ai cellulari di tutti i componenti del team attraverso un’applicazione dedicata. Questo consente una valutazione collegiale immediata anche quando i diversi specialisti non si trovano fisicamente nello stesso luogo, accelerando il processo decisionale e l’attivazione del percorso terapeutico più appropriato.
“L’introduzione di RapidAI rappresenta un passo avanti decisivo nel percorso di innovazione tecnologica della nostra Asl. Abbiamo deciso si dotarci di RapidAI perché i benefici di una diagnosi tempestiva e accurata si traducono direttamente in vite salvate e disabilità evitate. Grazie all’integrazione dell’intelligenza artificiale nel percorso diagnostico, i medici della Asl di Teramo possono oggi contare su uno strumento che li supporta nell’identificazione rapida dei pazienti che maggiormente beneficeranno delle terapie di rivascolarizzazione, contribuendo a migliorare gli esiti clinici e la qualità di vita delle persone colpite da questa patologia. Ovviamente questo sistema non sostituisce il lavoro del medico ma lo integra e lo velocizza”, dichiara il direttore generale Maurizio Di Giosia.



