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Teramo

Tortoreto, lavori lungomare: si accende il confronto politico

Tortoreto al Centro: i cittadini e operatori chiedono solo chiarezza

Tortoreto. In consiglio comunale il confronto era stato lineare, civile, senza tensioni di sorta. Ma a colpi di comunicati stampa si accende un nuovo terreno di confronto, che è quello legato ai lavori di riqualificazione del tratto centrale del lungomare Sirena.

E la cosa emerge in maniera chiara dalla nota diffusa dal gruppo consiliare Tortoreto al Centro (Libera D’Amelio, Martina Del Sasso).
“Il comunicato dell’assessore Arianna Del Sordo, sui tempi di riqualificazione del lungomare Sirena largo Marconi (costato oltre 3 milioni di euro) non chiarisce: sposta il problema”, si legge nella nota.
E lo fa nel modo più sbagliato possibile, introducendo un passaggio grave e inaccettabile: l’invito a
“non diffondere notizie fuorvianti”.
No. Questo linguaggio non è neutro. È un tentativo evidente di mettere a tacere dubbi legittimi, di svilire cittadini, operatori turistici e commercianti che – con senso di responsabilità – stanno semplicemente chiedendo chiarezza.
Qui non c’è disinformazione. C’è una città che non si accontenta più delle rassicurazioni.
E c’è un dato che l’assessore Del Sordo continua a ignorare – o finge di ignorare: la stagione
turistica non inizia il 21 giugno. A dirla tutta è già iniziata.
Giugno è il mese scelto da tantissime famiglie, soprattutto oggi, in un contesto economico difficile,
ove si cerca di conciliare il diritto alle vacanze con costi sostenibili.
Giugno è già stagione turistica e su questo siamo certi converrà anche l’Assessore al Turismo Ripani.
Dire “finiremo il 21 giugno” non è una rassicurazione.
È, nei fatti, un messaggio che arriva tardi. E questo ha un peso enorme: sull’immagine della città, sulle prenotazioni, sulla fiducia degli
operatori. Perché il turismo non si improvvisa. Si costruisce con credibilità.
E la credibilità si costruisce anche dicendo la verità, tutta.
Un’altra verità che manca nel racconto dell’assessore è la seguente: questa riqualificazione non è
mai stata davvero condivisa dalla città.
Non c’è stato un coinvolgimento reale, non c’è stato un consenso diffuso.

C’è stata una scelta calata dall’alto, che oggi si tenta di difendere evitando qualsiasi voce critica. Ma la partecipazione non è un fastidio.
È il fondamento di una comunità democratica. E allora sia chiaro: chi solleva dubbi non danneggia Tortoreto.
Chi prova a zittire quei dubbi, sì. Perché il bene della città è interesse di tutti.
E nessuno ha il monopolio della verità.
Infine, mentre si insiste su opere “vetrina”, resta completamente scoperto il tema più concreto, più urgente e più qualificante per una città moderna: l’accessibilità reale. Non bastano più le parole.
Non basta scrivere “barriere architettoniche” nei piani triennali.
Servono interventi. Subito. Via 2 Giugno. Via Parri. Segnalazioni chiare, puntuali, reiterate.
Eppure, ancora oggi, le risorse non si vedono.
E allora diciamolo senza giri di parole: una città non è inclusiva perché lo dichiara; lo è quando una
persona con difficoltà può viverla davvero, senza ostacoli.
Tutto il resto è comunicazione.
Meno comunicati.
Meno accuse ai cittadini.
Meno narrazioni difensive.
Più rispetto.
Più ascolto.
Più fatti.
Tortoreto non ha bisogno di essere difesa dalle domande.
Ha bisogno di amministratori capaci di dare risposte”.

 

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