Stato di agitazione e sciopero dei lavoratori della Fair Connect di Teramo
Precarietà cronica e inquadramento contrattuale non corrispondente alla realtà secondo la Filcams Cgil

“Lavorano da anni nel settore delle telecomunicazioni, garantiscono affidabilità e competenza per l’azienda, ma restano precari e con un contratto che non rispecchia le proprie mansioni. È la condizione delle lavoratrici e dei lavoratori di Fair Connect Spa, per i quali la Filcams CGIL di Teramo ha proclamato lo stato di agitazione e un pacchetto di 16 ore di sciopero”.
Al centro della vertenza c’è un doppio problema: precarietà cronica e inquadramento contrattuale non corrispondente alla realtà del lavoro svolto. “I dipendenti sono infatti inquadrati nel contratto della Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari, ma svolgono attività tipiche del customer care e dei call center: assistenza da remoto, gestione sinistri assicurativi, back office, supporto amministrativo”.
“Non è solo una questione formale – denuncia Vincenzo Quaranta il segretario della Filcams CGIL Teramo – ma un vero e proprio abbassamento dei diritti e dei salari. A parità di lavoro, questi lavoratori guadagnano meno e vedono sminuite le proprie competenze. A rendere ancora più grave la situazione è l’uso sistematico del lavoro in somministrazione: lavoratrici e lavoratori che da anni operano all’interno dell’azienda continuano a essere mantenuti in una condizione di incertezza, senza alcuna prospettiva di stabilizzazione. Non si tratta di esigenze temporanee ma di attività strutturali. Riteniamo questa una precarietà organizzata”.
Nel frattempo, “l’azienda ha scelto di ridurre ulteriormente le tutele: azzerato il welfare aziendale, cancellato il premio di risultato e fortemente limitato lo smart working, fino alla sua eliminazione per i nuovi assunti. Si chiede sempre di più ai lavoratori e si restituisce sempre meno. È una scelta precisa, che non possiamo accettare”.
Dopo mesi di confronto senza risposte, “la mobilitazione diventa inevitabile. La Filcams CGIL di Teramo ha proclamato lo stato di agitazione e un pacchetto di 16 ore di sciopero e chiede l’immediata riapertura di un tavolo di trattativa. Le richieste sono nette: stabilizzazione dei lavoratori in somministrazione, corretto inquadramento contrattuale nel settore delle telecomunicazioni o affini, ripristino dello smart working per tutti e tutte e premio di risultato. Senza risposte concrete, la mobilitazione andrà avanti. Le lavoratrici e i lavoratori di Fair Connect non sono invisibili e non sono sostituibili: meritano rispetto, stabilità e salario”.



