
Chieti. Durante il periodo estivo, la popolazione della costa in provincia di Chieti in media triplica rispetto all’ordinario. Ciò dovrebbe comportare una maggiore attenzione e un vero piano di monitoraggio e di pronto intervento sul territorio, non dimenticando anche le aree interne che vivono altrettanta crescita di cittadini e turisti.
Invece, il piano estivo presenta criticità strutturali che rischiano di compromettere la necessità di pronto intervento in caso di malori o infortuni .
Come si può pensare ad un piano serio se non partendo dal reperimento di personale aggiuntivo. Ambulanze senza medico a bordo e solo con infermieri e soccorritori, In caso di codice rosso (es. arresto cardiaco o annegamento), il personale a bordo può solo stabilizzare il paziente in attesa che arrivi un’automedica o l’elisoccorso da Chieti o Pescara; così come le stesse postazioni hanno una copertura limitata nel tempo, dalle 10 alle 18, pur sapendo che durante la serata vi sono eventi, movide e afflusso di persone nei ristoranti che richiedono attenzione. Ma dalle 18, l’intera fascia costiera torna a dipendere esclusivamente dalla rete ordinaria già ampiamente sotto organico.
Lo stesso personale che deve coprire postazioni estive con straordinari, prestazioni aggiuntive e rimodulazione dei turni con conseguente stress lavorativo.
Un piano organico dovrebbe tener conto anche della durata e della reale incidenza dei mezzi aggiuntivi. Prevedere una sola ambulanza che si deve occupare a settimane alterne di Casalbordino e Torino di Sangro non può considerarsi una soluzione concreta, forse serve a riempire le caselle, ma i malori, gli infortuni o le emergenze non avvengono a settimane alterne.
Con solo 4 ambulanze aggiuntive previste per tutta la costa, è difficile pensare che si possa garantire un pronto intervento e che esse possano gestire e alleggerire le strutture ospedaliere principali che sono già duramente provate da sotto organico .
Ma il tema riguarda anche le aree interne, il piano estivo della ASL Lanciano Vasto Chieti prevede l’attivazione di una postazione 118 straordinaria a Palena per un solo mese mentre per l’Alto Vastese, viene rimodulata la rete ordinaria, che prevede un’ambulanza infermieristica diurna a Torrebruna e notturna a Carunchio, gestendo le criticità con la carenza cronica di medici.
Per quanto ci riguarda il tema resta sempre lo stesso ovvero, l’inefficienza e l’incapacità di garantire il diritto alle cure a tutti i livelli si scarica sui cittadini. Basta fare cassa tagliando la sanità, basta pensare che il diritto alla salute per la quale tutti i lavoratori, pensionati e cittadini pagano pesanti tasse, debba diventare una questione di classe, ricreando le divisioni tra chi può permettersi cure a pagamento e chi no. Per questo siamo convinti che chi governa se pensa realmente alla gente, deve superare il concetto del fondo nazionale razionalizzato, aumentare gli investimenti nel pubblico e potenziare le strutture, facendo funzionare le case di comunità che sono ad oggi, scatole vuote. Riconoscere il giusto valore economico a chi opera nella sanità. Più che fare annunci spot e programmazione che funziona spesso solo sulla carta, servirebbe riprendere coscienziosamente il principio istitutivo del Servizio Sanitario Nazionale del 1978. Esso si basava su tre pilastri, Universalità del diritto, Uguaglianza di tutti i cittadini a prescindere dal loro status economico e sociale e la Globalità, ovvero non solo cura ma anche prevenzione e riabilitazione della persona. Per tali ragioni, in questi giorni siamo impegnati come CGIL Chieti nella raccolta delle firme per una legge di iniziativa popolare che rimette al centro il diritto alla salute come previsto dall’art. 32 della nostra costituzione. Banchetti saranno attivi sia sulla costa che nei paesi delle aree interne . La salute non è una merce, il cittadino non è un cliente.



