
Giulianova. Sciopero di 4 ore del trasporto pubblico, in Abruzzo, e presidio dei lavoratori. Anche a Giulianova, dinanzi al deposito dei mezzi, i lavoratori hanno incrociato le braccia, ribadendo quelle che erano le regioni dello sciopero, anche in relazione alle problematiche dell’officina di Giulianova e del comparto provinciale.
I lavoratori hanno protestato per le decisioni dell’azienda Tua.
In particolare, lamentano il ricorso intensivo ai sub-affidamenti a imprese private, l’evasione tariffaria fuori controllo, la chiusura delle officine meccaniche e la soppressione delle corse dirette sulla tratta Giulianova-Pescara, indice di un generale ridimensionamento dei servizi nella Provincia di Teramo.
Prendendo parte all’iniziativa, al fianco dei lavoratori, i vertici del Partito Democratico di Giulianova, insieme alla Capogruppo Alessandra Matone, al Consigliere Regionale Dino Pepe e al Presidente della Provincia Camillo D’Angelo, hanno ribadito quanto espresso nei giorni scorsi, condannando le decisioni assunte, unilateralmente, dalla TUA, lesive tanto per i dipendenti, alcuni dei quali in procinto di essere trasferiti, quanto per gli utenti, oltre che gravemente penalizzanti per la nostra città.
In risposta all’assordante silenzio della giunta Costantini sull’argomento, il gruppo consiliare del Partito Democratico presenterà, in assise civica, un ordine del giorno per impegnare l’amministrazione all’avvio, insieme ai comuni limitrofi già attivatisi, di un serrato dialogo con l’azienda di trasporto pubblico regionale, volto a preservare, nell’interesse della comunità, tanto l’operatività delle officine quanto le corse dirette, imprescindibili per garantire una mobilità efficiente ed integrata.
“Uno sciopero molto partecipato che trova tutto il nostro sostegno – ha dichiarato il presidente D’Angelo – la Regione sembra arrivata al capolinea con problemi irrisolti sia sul piano della gestione che su quello della visione, considerato che non si rintraccia una logica coerente nella pianificazione a medio e lungo termine. La Regione sta raschiando il fondo del barile, tagliando dove può e in maniera raffazzonata, senza che sia chiara una visione del futuro e senza valutare le conseguenze di questi tagli sui cittadini – utenti. In questo caso è toccato al trasporto pubblico, scelte che vanno a penalizzare tutte le aree interne, i lavoratori pendolari e gli stessi dipendenti dell’azienda. Le conseguenze più gravi, però, sono sulla qualità del servizio e mettono in seria discussione il futuro di un’azienda pubblica così strategica per l’intero Abruzzo”.







